VITA CHARLES ROBERT DARWIN

VITA CHARLES ROBERT DARWIN

VITA CHARLES ROBERT DARWIN

Charles Robert Darwin nasce a Shrewsbury, in Inghilterra, il 12 febbraio 1809. Suo padre, Robert, è medico, mentre la madre, Susannah, è figlia del proprietario delle famose ceramiche Wedgwood. Il nonno di Charles, Erasmus Darwin, si guadagna la fama di scienziato bizzarro, scrivendo di viaggi in aria, di esplorazioni sottomarine e di evoluzione. Da ragazzo si interessa alla storia naturale, ma all’età di 16 anni Charles si iscrive alla Scuola Medica di Edimburgo. Le lezioni sono noiose e, per di più, non può sopportare gli orrori della sala operatoria. Abbandona quindi la medicina con grande disappunto del padre. Così, diciannovenne, viene mandato all’Università di Cambridge a studiare la Bibbia per diventare sacerdote. Più tardi scrive: «Non avevo ancora alcun dubbio sulla assoluta e letterale verità di ogni parola della Bibbia». In quegl’anni diventa amico di due suoi professori: Adam Sedgwick1 e John Henslow2 continuando a sviluppare il suo interesse per rocce, fossili, animali e piante. Nel 1831 Darwin si laurea in Teologia. Nello stesso periodo la Marina Reale sta organizzando una spedizione per rilevamenti geografici intorno al mondo, sotto il comando del capitano Robert Fitzroy, che chiede al professor Henslow di indicargli un naturalista per la spedizione. Il professore che conosce gli interessi di Darwin, lo raccomanda. Dapprima il padre rifiuta di dargli il danaro necessario per il viaggio, ma poi, grazie alle pressioni dello zio Josiah Wedgwood II, si convince che può essere una buona occasione per il figlio. Così, il 27 dicembre 1831, Charles Darwin salpa sul brigantino Beagle. La sua eccitazione iniziale dura poco, poiché scopre di soffrire tremendamente il mal di mare.


Il viaggio a bordo del Beagle

Fitzroy decide che mentre lui e gli altri ufficiali si sarebbero dedicati all’idrografia, Darwin avrebbe dovuto esaminare la terra, sfruttando le sue competenze in materia di mineralogia e geologia. La Geologia è per Darwin il “principale esercizio” e le sue note su questo tema sono quasi quattro volte maggiori rispetto alla zoologia. Durante il viaggio, egli scrive a sua sorella che «non c’è nulla come la geologia; il piacere del primo giorno di tiro alla pernice o il primo giorno di caccia non può essere paragonato alla ricerca di un delicato gruppo di ossa fossili che raccontano la loro storia molte più volte di qualsiasi lingua viva».


Le isole atlantiche

Il Beagle raggiunge Tenerife il 6 gennaio 1832, ma a causa del colera in Inghilterra, l’equipaggio non può sbarcare. Anche a Santa Cruz viene negato il permesso allo sbarco. Ripartiti Darwin cala in mare dal retro della nave una rete per catturare il plancton. Il giorno seguente, raccolta la rete, osserva una grande varietà di animali e scrive: «Molte di queste creature che sono così in basso nella scala naturale hanno una incredibile ricchezza di forme e colori. Fa meraviglia che tanta bellezza sia stata apparentemente creata per uno scopo così piccolo». Il viaggio continua e la prima vera sosta è l’isola di Sant’Iago del gruppo d’isole di Capo Verde. Qui Darwin inizia la stesura del suo Viaggio di un naturalista intorno al mondo. Egli rimane affascinato dalla vegetazione tropicale e dalla geologia vulcanica dell’isola. Fa studi molto approfonditi di stratigrafia seguendo il metodo che aveva imparato dal professor Sedgwick e specula su come i vari strati si siano formati. Egli sposa l’idea di Charles Lyell3 esposta ne I principi di Geologia, secondo la quale la forma delle terre deriva da graduali processi su lunghissimi periodi di tempo.


Rilevamenti in Sud America

Il Beagle inizia il suo lavoro di indagine lungo le coste del Sud America, andando avanti e indietro per consentire accurate misurazioni e controlli. Darwin si assicura che le collezioni raccolte siano sotto la sua responsabilità e le spedisce a Henslow a Cambridge per poterle studiare poi al suo ritorno. Diversi membri dell’equipaggio a bordo, compreso Fitzroy, sono naturalisti dilettanti e danno a Darwin una generosa assistenza nel raccogliere le collezioni per la Corona, che l’Ammiragliato porta in seguito al British Museum. Il 28 febbraio raggiungono il continente americano con la magnifica vista della città Salvador (Bahia), in Brasile. Qui la vista della schiavitù è per lui offensiva e quando Fitzroy difende questa pratica raccontando di una visita ad un negriero locale i cui schiavi avevano rifiutato d’essere liberati dal loro padrone, Darwin afferma che le risposte in quelle circostanze non hanno valore. Adirato per il fatto che la sua opinione sia messa in discussione, il capitano Fitzroy perde la pazienza e vieta a Darwin di frequentarlo. Ad ogni modo, dopo poche ore il capitano si scusa. Conclusi i rilievi attorno al porto, la nave fa vela verso Rio de Janeiro dove Darwin visita i luoghi della città e organizza una spedizione all’interno.


I ritrovamenti fossili

Durante «una piacevole crociera sulla baia» il 22 settembre 1832 nella località Punta Alta, Darwin osserva basse scogliere fatte di conglomerati rocciosi contenenti numerose conchiglie, denti e ossa fossilizzati di giganteschi mammiferi estinti. Viene estratto un grosso cranio inglobato nella roccia morbida che Darwin pensa possa appartenere ad un rinoceronte. L’8 ottobre ritorna sul sito e trova una mandibola e denti che egli identifica come appartenenti ad un fossile di Megatherium4 . Nello stesso strato egli trova molte piastre poligonali di corazze ossee. In un primo momento pensa che appartengano ad un enorme armadillo, somigliante alle piccole creature così comuni in quella zona. A causa di una errata descrizione fatta da Cuvier5 , Darwin attribuisce erroneamente le corazze ossee al Megatherium. Con Fitzroy, Darwin si addentra nella baia di Monte Hermoso e ritrova moltissimi fossili di piccoli roditori in contrasto con gli enormi Sdentatati6 di Punta Alta. A Montevideo in novembre, tra la sua corrispondenza, trova una copia del secondo volume de I principi di Geologia di Lyell che confermano la sua idea di un graduale cambiamento con una sorta di creazionismo progressivo in cui le specie si originano in “centri di creazione”, per poi estinguersi quando l’ambiente cambia a loro svantaggio o quando il loro tempo si esaurisce.


La Terra del Fuoco

Raggiungono la Terra del Fuoco il 18 dicembre 1832 e Darwin rimane impressionato dallo stato selvaggio dei nativi, in contrasto con il comportamento civile di tre Fuegini imbarcati che tornavano nella loro terra come missionari (fu dato loro il nome di York Minster, Fuegia Basket e Jemmy Button). Il primo incontro è così descritto: «Sicuramente è lo spettacolo più curioso e interessante a cui io abbia mai assistito. Non potevo credere quanto grande potesse essere la differenza tra gli uomini selvaggi e civilizzati: è davvero più grande di quella che esiste tra animali selvatici e addomesticati, in quanto nell’uomo esiste un maggior potere di miglioramento». Da lì, la nave raggiunge le Isole Falkland, da poco tornate sotto il dominio britannico. Darwin studia le relazioni tra le specie viventi e gli ambienti e trova dei fossili molto simili a quelli che aveva raccolto nel Galles.


Gauchos, nandù, fossili e geologia

Giunti a Rio Negro in Argentina, Darwin inizia un viaggio nell’entroterra con i gauchos. Attraversando le pampas, i nativi gli parlano di una rara specie di piccoli nandù Ritornati a Bahia Blanca, il 21 agosto 1833 si reca di nuovo a Punta Alta. La ricerca di ossa ha un grande successo, tanto che trova uno scheletro completo. Mentre i rilievi continuano, Darwin intraprende un nuovo viaggio a Banda Oriental per vedere il fiume Uruguay. Scrive: «Ho sentito di alcune ossa giganti che potrebbero essere quelle del Megatherium». Successivamente, visitando un villaggio, compra per due scellini «un cranio di Megatherium che doveva essere quasi perfetto al momento del ritrovamento», ma che all’acquisto presentava i denti rotti e mancava la mandibola. Tornato a Montevideo, gli viene presentato il nuovo artista di bordo Conrad Martens. Salpano verso sud, attraccando a Puerto Deseado il 23 dicembre. Qui Martens cattura un nandù che poi tutti mangiano, non prima che Darwin ne possa studiare i resti notando che era di una specie piccola. Nel gennaio 1834 giungono a Porto San Giuliano dove, esplorando le scogliere vicino al porto, Darwin trova resti fossili di vertebre e un arto posteriore di «qualche grosso animale, probabilmente un mastodonte8 ». Il 26 gennaio passano lo Stretto di Magellano e nella baia di San Gregorio incontrano i “giganti” semicivilizzati della Patagonia alti fino a 180 cm. Uno di questi gli dice che i piccoli nandù sono l’unica specie presente così a sud, mentre quelle più grandi stanno a nord, vicino al Rio Negro. Dopo ulteriori rilievi nella Terra del Fuoco, tornano nella missione trovandola deserta. Mentre sono lì, arrivano delle canoe e vedono che uno dei nativi selvaggi è Jemmy Button, che era tornato a vivere secondo lo stile di vita fuegino prendendo moglie. Darwin riferisce di non aver mai visto «un così completo e doloroso cambiamento». Jemmy sale a bordo e pranza con Darwin usando correttamente le posate, parlando inglese fluentemente e assicurandogli che «non aveva il minimo desiderio di tornare in Inghilterra» e che era «felice e realizzato». In quel periodo Darwin inizia a scrivere le Riflessioni nate dalla lettura delle mie note geologiche, il primo lavoro di una serie basato sulle sue annotazioni in cui ipotizza quali cause abbiano sollevato le terre e descrive la storia della Patagonia attraverso una sequenza di nomi di specie estinte. Tornano sulle Isole Falkland dove Darwin nota il gran numero di organismi che vivono in mezzo alle foreste d’alghe di quei fondali. Trova anche una comunicazione di Henslow che lo informa che le note sui reperti da lui ritrovati erano arrivate a Cambridge e che i fossili erano stati particolarmente apprezzati da alcuni grandi esperti, che li avevano presentati poi alla comunità scientifica elogiando il suo lavoro. Il Beagle si muove quindi verso il sud della Patagonia e, il 19 aprile, in una spedizione via battello con Fitzroy, Darwin risale il fiume Santa Cruz, il quale scorre attraverso una serie rilievi e avvallamenti per arrivare poi in estese pianure coperte di conchiglie e ciottoli. I due discutono a lungo se queste terrazze siano le rive del fiume che si sono gradualmente espanse, secondo le idee di Lyell. Darwin scrive le sue riflessioni nel saggio Innalzamento della Patagonia. Sebbene provvisorio, esso va contro le idee di Lyell: in base ai rilievi suoi e degli ufficiali di bordo, propone che le terre si siano innalzate per passaggi successivi a cause di enormi forze in azione su un’area molto vasta, piuttosto che continui movimenti su piccola scala. Tuttavia, egli sostiene Lyell nel cercare evidenze che respingono l’idea di un improvviso diluvio per spiegare l’improvvisa accelerazione dei processi biologici.


La costa occidentale del Sud America

Il Beagle supera lo Stretto di Magellano prima di risalire verso nord, raggiungendo l’isola di Chiloé il 28 giugno 1834. Passano i sei mesi successivi facendo rilievi delle coste e delle isole in direzione meridionale. A Valparaiso Darwin compra dei cavalli e parte verso le Ande, ma durante il percorso si ammala. È probabile che avesse contratto la malattia di Chagas9 che lo afflisse anche al suo ritorno in Inghilterra. Il Beagle salpa l’11 novembre per i rilievi nell’arcipelago di Chonos. Da lì osservano l’eruzione del vulcano Osorno nelle Ande. Mentre navigano verso nord, Darwin ripensa ai fossili che aveva ritrovato. I giganteschi mastodonti e megateri si erano estinti, ma non aveva trovato nessuna evidenza geologica di una debacle alluvionale o di cambiamenti ambientali che, secondo la visione di Lyell, poteva portare le specie a non essere più adattate all’ambiente in cui erano state create. Egli è d’accordo con Lyell sulla «graduale nascita e morte delle specie» ma, sostiene anche la tesi di Giovanni Battista Brocchi,10 secondo la quale gli animali fossili si erano estinti per una qualche ragione molto tempo addietro. Arrivano al porto di Valdivia l’8 febbraio 1835, dove Darwin vive l’esperienza di un tremendo terremoto. Navigano poi verso Concepción, in Cile, per trovare che lo stesso terremoto aveva devastato la città con numerose scosse e tsunami. Darwin è colpito dagli orrori della morte e della distruzione. Fitzroy gli fa notare che i letti di molluschi si erano alzati rispetto al livello d’alta marea di circa 3 m: erano testimoni del graduale processo di emersione del continente dall’oceano, come proposto da Lyell. Tornati a Valparaiso, Darwin organizza una nuova spedizione verso le Ande che raggiunge la faglia continentale a 4000 m d’altezza: anche qui trova conchiglie fossili nelle rocce. Mentre scrive le sue note, comprende che l’idea di Lyell secondo la quale gli atolli corallini sono i contorni di vulcani nascenti che si sono spenti, non aveva senso. Secondo lui i vulcani erano gradualmente sprofondati permettendo alle barriere coralline di espandersi a livello del mare, diventando atolli quando il vulcano era poi completamente scomparso.


Le isole Galapagos

Il Beagle raggiunge le isole Galapagos il 15 settembre 1835. Darwin è impaziente di verificare la sua idea sulla formazione delle isole vulcaniche e coglie ogni occasione per scendere a terra. Trova nere rocce vulcaniche di lava ancora fumante sotto il caldo sole e appunta meticolosamente la geologia dei luoghi.Le sue speranze di vedere vulcani attivi e di trovare strati che mostrino il sollevamento vengono però disattese. Darwin aveva imparato da Henslow l’importanza della distribuzione geografica delle specie e in particolare del legame esistente tra le specie insulari e quelle continentali, così si sforza di raccogliere molte piante con fiori. Il Beagle salpa verso l’isola di Charles. Qui vengono accolti da Nicolas Lawson, Governatore delle Galápagos. A Darwin viene detto che la forma del carapace delle tartarughe cambia da isola a isola e Lawson arriva ad affermare di «poter dire con certezza da quale isola venisse» una tartaruga solo guardandola. Si spostano poi all’isola Albemarle caratterizzata da un suolo arido e sterile, con le spaventose iguane di terra sulle colline. Le pozze d’acqua non sono potabili, ma attraggono stormi di piccoli uccelli e qui Darwin prende l’unica nota sui fringuelli, senza preoccuparsi di etichettarli. Dopo le indagini delle coste delle isole di Abingdon, Tower e Bindloe, Darwin sbarca a terra sull’isola di James dove tutti si prodigano a raccogliere esemplari di animali e vegetali, mentre il Beagle torna all’isola di Chatham per caricare acqua dolce. Il Beagle salpa per Tahiti il 20 ottobre 1835. Darwin scrive nelle sue note di aver trovato con suo grande stupore che tutti i fringuelli catturati sulle isole Charles, Albemarle, James e Chatham erano diversi da isola a isola.


Da Tahiti all’Australia

Arrivano alle Isole della Società il 9 novembre 1835. Darwin non rimane particolarmente colpito dal paesaggio fatto di spiagge bianche e palme. A Tahiti, invece, si interessa subito alla vegetazione lussureggiante e alla vivace intelligenza degli isolani. Il 19 dicembre raggiungono la Nuova Zelanda dove Darwin osserva che i Maori coperti di tatuaggi sono di gran lunga più selvaggi dei Tahitiani e nota che loro e le loro case sono «indecentemente sporchi e sgradevoli». Il primo avvistamento dell’Australia avviene il 12 gennaio 1836 e gli riporta alla mente la Patagonia, anche se l’entroterra è stato notevolmente migliorato dagli Inglesi; l’ammirazione raggiunge il culmine quando vede la vivace città di Sidney. Durante un viaggio nell’interno, egli incontra un gruppo di aborigeni che gli sembrano «allegri e piacevoli e molto lontani dal modo degradante con cui di solito vengono rappresentati». In una grande fattoria per l’allevamento di pecore, egli partecipa ad una caccia dove cattura il suo primo marsupiale, un “potoroo” (un ratto-canguro). Riflettendo sugli strani animali di quel paese, scrive che un miscredente «avrebbe sicuramente pensato al lavoro di due distinti creatori»

Trova pure una formica-leone molto simile alle specie europee. In un’altra occasione vede lo strano ornitorinco e nota che ha il pelo morbido a differenza degli esemplari conservati nei musei. Il Beagle visita poi Hobart, in Tasmania, dove Darwin rimane colpito piacevolmente dall’alta civilizzazione dei coloni, ma nota che «i neri aborigeni dell’isola sono stati deportati e chiusi (in realtà come prigionieri) in un promontorio, i cui confini sono sorvegliati. Penso non fosse possibile evitare questo passo crudele; senza dubbio questa necessità è dovuta primariamente ai Bianchi».


Le Isole Keeling e il ritorno a casa

Le istruzioni dell’Ammiragliato per il capitano Fitzroy prevedevano una dettagliata ricerca geologica degli atolli corallini circolari per comprendere come si formassero le barriere, in particolare se essi salissero dai fondali marini o fossero la sommità di vulcani spenti, e per misurare gli effetti delle maree con appositi strumenti. Per questi scopi Fitzroy sceglie le Isole Keeling nell’Oceano Indiano e una volta giunti, il 1 aprile 1836, l’intero equipaggio si mette al lavoro. Osservano un numero limitato di piante selvatiche e nessun uccello terrestre, ma moltissimi granchi. Le lagune brulicano di una grande varietà di invertebrati e pesci. Darwin riconsidera la struttura dell’atollo nell’ottica della teoria che aveva sviluppato a Lima, di barriere coralline che diventavano atolli per l’inabissamento dell’isola. Il Beagle raggiunge Capo di Buona Speranza il 31 di maggio. A Città del Capo, Darwin trova una lettera della sorella Caroline datata 29 dicembre che gli diceva quanto fosse diventato famoso in Inghilterra. Henslow aveva detto al loro padre che sarebbe diventato uno dei più eminenti naturalisti del paese e che aveva pubblicato per una distribuzione personale un libro di estratti dalle lettere di Darwin sulla geologia del Sud America. Darwin è terrorizzato che i suoi appunti non curati siano già in stampa. Il 15 giugno Darwin e Fitzroy incontrano il noto astronomo John Hershel. Nel suo diario, Darwin definisce questo «il più importante evento a cui, dopo un lungo periodo, io abbia avuto la fortuna di partecipare». Del loro incontro non rimane nota, ma alcuni mesi prima, il 20 febbraio 1836, Hershel scrive a Lyell lodando i suoi Principi di Geologia che, secondo lui, avrebbero portato «ad una completa rivoluzione del [suo] lavoro, capovolgendo il punto di vista da cui esso debba essere considerato da quel momento» e aprendo una animata speculazione sul «mistero dei misteri cioè la sostituzione delle specie estinte dalle altre». L’8 luglio si fermano a Sant’Elena. Da lì, Darwin scrive a Henslow chiedendo di essere proposto per la Società Geologica. Con una guida, visita l’isola, notando che i suoi complessi strati in pendenza presentano delle fratture vicine ai margini vulcanici. Egli esamina i letti ad alta quota che evidenziano la presenza di conchiglie, dimostrando che Sant’Elena si era sollevata dall’oceano in tempi recenti, anche se Darwin identifica queste conchiglie come forme terrestri estinte. Osserva che la boscaglia è stata distrutta da capre e porci che si erano inselvatichiti dopo la loro introduzione sull’isola nel 1502 e che la vegetazione originaria restava solo su ripide creste. Il 23 luglio vedono allontanarsi ancora il desiderio di tornare a casa perché Fitzoy decide di verificare l’accuratezza delle sue misure di longitudine e quindi puntano di nuovo la nave verso Bahia in Brasile. Il Beagle riparte il 17 agosto. Dopo una tempesta che li costringe a fermarsi alle Azzorre per riparazioni, il brigantino raggiunge le coste inglesi di Falmouth, nella Cornovaglia, il 2 ottobre 1836.


I GERMI DELLA TEORIA EVOLUZIONISTICA

Al ritorno del Beagle, Darwin è una celebrità negli ambienti scientifici in quanto, nel dicembre del l’anno prima, Henslow aveva favorito il suo discepolo distribuendo un fascicolo di lettere a carattere geologico. Dopo aver visto i parenti, Darwin si affretta ad andare a Cambridge a vedere Henslow che lo consiglia su come cercare dei naturalisti che si possano occupare della catalogazione dei campioni raccolti; Henslow stesso si interessa degli esemplari botanici. Lyell si incontra con Darwin il 29 ottobre e lo presenta all’anatomista Richard Owen11 che poteva lavorare sulle ossa fossili raccolte. I risultati di Owen sono sorprendenti; riconosce un gigantesco bradipo estinto, uno scheletro quasi completo di un ignoto Scelidotherium12, un animale chiamato Toxodon13 con dimensioni simili a quelle di un ippopotamo, ma con il cranio di un roditore e che ricordava un gigantesco capibara e frammenti della corazza di un Glyptodon14, un gigantesco armadillo come Darwin aveva inizialmente pensato. Queste creature estinte erano in stretta relazione con specie viventi del Sud America. A metà dicembre Darwin si trasferisce a Cambridge per organizzare il lavoro sulle collezioni e riscrivere il suo giornale. Scrive il suo primo lavoro in cui mostra che le terre del Sud America stanno lentamente salendo e, con l’appoggio entusiasta di Lyell, ne da lettura alla Geological Society di Londra il 4 gennaio del 1837. Lo stesso giorno presenta gli esemplari di mammiferi ed uccelli alla Zoological Society. Il 17 febbraio del 1837 Darwin viene eletto nel Consiglio della Società Geografica. Il 6 marzo 1837 Darwin si trasferisce a Londra dove vive con suo fratello Erasmus, amico di uno scrittore che promuove le idee di Thomas Malthus15 . L’ornitologo John Gould16 presto rileva che gli uccelli delle Galapagos che Darwin aveva preso per un insieme di merli, passeroidei e fringillidi, sono in realtà dodici specie distinte di fringillidi. Darwin non aveva etichettato i vari campioni raccolti, ma dalle note di altre dell’equipaggio del Beagle, compreso Fitzroy, rileva che ogni specie distinta proviene da una diversa isola. Lo zoologo Thomas Bell asserisce che le tartarughe sono native delle Galapagos e non importate da altre zone a scopo alimentare. Nella metà di marzo, Darwin annota sul suo “Libretto rosso” come «una specie possa cambiare in un’altra» per spiegare la distribuzione geografica sia delle specie viventi che di quelle estinte. A metà luglio 1837, Darwin inizia il taccuino “B” sulla Trasmutazione delle specie in cui afferma di vedere la vita come ramificazioni genealogiche di un unico albero evolutivo in cui «é assurdo affermare che un animale é superiore ad un altro».


L’INTENSA ATTIVITÀ, LA MALATTIA E IL MATRIMONIO

Mentre sviluppa lo studio sulla trasmutazione, Darwin si dedica ad altri lavori. Riscrive il suo Diario, pubblica le relazioni degli esperti sulle sue collezioni e, con l’aiuto di Henslow, ottiene una sovvenzione di 1000 sterline per patrocinare tutta l’opera zoologica sul viaggio del Beagle e per un libro sulla geologia del Sud America supportato dalle idee di Lyell. Il 20 settembre 1837 Darwin ha delle forti palpitazioni ed il medico gli consiglia di abbandonare il lavoro e di andare in campagna per alcune settimane. Va prima a Shrewsbury e poi a Wedgwood Maer Hall a trovare i suoi parenti e qui rivede sua cugina Emma. Viene spinto ad assumere il ruolo di segretario della Società Geologica, che Darwin accetta nel marzo del 1838. Nonostante il lavoro di correzione degli appunti presi sulla Beagle, Darwin fa notevoli progressi con le sue idee sulla trasmutazione, parlando con esperti naturalisti ma anche con persone che hanno pratica come contadini e allevatori di piccioni. Spesso ha problemi di salute legati a mal di cuore, testa e stomaco e per il resto della sua vita soffrirà continuamente di dolori allo stomaco, vomito, gravi bolle, palpitazioni, tremori e altri sintomi, in particolare nei periodi di maggior stress come la partecipazione a riunioni sociali. Sempre nel 1838 egli annota i vantaggi e gli svantaggi del matrimonio segnando tra i primi «compagnia costante e un amico in età avanzata… meglio di un cane in ogni caso» e tra i secondi «meno soldi per i libri» e «terribile perdita di tempo». Avendo infine deciso a favore, va a trovare Emma. Cominciano a scambiarsi lettere d’amore nelle quali Emma valuta le loro differenze ed esprime la sua forte fede e la preoccupazione che le sue idee possano separarli nella vita ultraterrena.

Il matrimonio viene organizzato per il 24 gennaio 1839, ma la sua famiglia lo sposta perché quel giorno Darwin ha l’onore di essere eletto membro della Royal Society. Il 29 gennaio Emma e Charles si sposano a Maer.


LA TEORIA DELLA SELEZIONE NATURALE

Darwin ha ora un quadro completo della sua teoria sulla selezione naturale. Le sue ricerche includono la zootecnia estensiva e gli esperimenti con le piante per provare che le specie non sono state fissate. Per più di un decennio la sua principale occupazione é la pubblicazione dei risultati scientifici del suo viaggio sul Beagle. Nel maggio del 1842, Darwin pubblica il libro sulle barriere coralline, dopo più di tre anni di lavoro. A settembre, per sfuggire alla pressione londinese, la famiglia si trasferisce a Down House. Nel 1846 completa il suo terzo libro a carattere geologico. In esso Darwin si riavvicina allo studio degli invertebrati marini, come non faceva dal suo periodo studentesco. Nel 1851 si ammala l’amata figlia Annie e Darwin teme che la sua malattia sia ereditaria. Quando, dopo una lunga serie di crisi, la bambina muore, la fede cristiana di Darwin vacilla. In otto anni di lavoro sui cirripedi17, Darwin trova delle omologie che aiutano la sua teoria a rilevare come piccole variazioni nel cambiamento del corpo permettano lo svilupparsi di nuove funzioni; in alcuni generi trova minuscoli maschi parassiti su individui ermafroditi dimostrando una fase intermedia nell’evoluzione dei sessi. Nel 1853 si guadagna la medaglia reale della Royal Society che afferma la sua reputazione come biologo.


La pubblicazione

All’inizio del 1856 Lyell é incuriosito dalle idee di Darwin, senza tuttavia capirne l’estensione. Quando legge un documento di Alfred Russel Wallace18 sulla formazione delle specie, vede similitudini con il pensiero di Darwin e lo esorta a pubblicare per stabilire la precedenza. Sebbene Darwin non sia preoccupato, comincia a lavorare ad un breve documento. Trova le risposte alle domande più difficili ed estende i suoi progetti per un grande libro sulle specie intitolato Selezione Naturale. Continua le sue ricerche ottenendo informazioni ed esemplari da naturalisti di tutto il mondo compreso da Wallace che stava lavorando nel Borneo. Proprio da quest’ultimo Darwin riceve una lettera che gli chiede se il libro esaminerà l’origine dell’uomo; risponde che vorrebbe evitare questo argomento «così pieno di pregiudizi», incoraggiando al tempo stesso le idee di Wallace e asserendo che «io vado molto più lontano di voi». Il libro di Darwin é a metà strada quando, il 18 giugno 1858, riceve un documento da Wallace che descrive la selezione naturale. Sconvolto dal fatto di essere stato anticipato, Darwin lo spedisce a Lyell, come richiesto, e, sebbene Wallace non ne richieda la pubblicazione, egli suggerisce di inviarlo a qualsiasi rivista Wallace scelga. La sua famiglia era in un periodo di crisi con i bambini ammalati di scarlattina e Darwin mette la questione nelle mani di Lyell e Hooker 19 che decidono per una presentazione congiunta alla Linnean Society per il primo di luglio con una conferenza dal titolo Sulla tendenza delle specie a formare varietà e sulla perpetuazione delle varietà e delle specie per mezzo della selezione naturale. Darwin non partecipa alla presentazione perché sconvolto dalla morte di un figlio per scarlattina. Ci fu poca attenzione all’annuncio della teoria; successivamente il lavoro fu pubblicato sul numero di agosto della Società, venne ristampato in diverse riviste e ci furono alcune recensioni e lettere; ma nel maggio del 1859 il presidente della Linnean Society osserva che l’anno precedente non era stato segnato da alcuna grande scoperta. Darwin lotta tredici mesi per produrre un estratto del suo “grande libro”, soffrendo di cattiva salute ma ottenendo costante incoraggiamento scientifico da parte degli amici. Lyell riarrangia il lavoro per farlo pubblicare da John Murray. L’origine delle specie per mezzo della selezione naturale o La conservazione delle razze favorite nella lotta per la vita (generalmente abbreviato in L’Origine delle specie), diventa inaspettatamente popolare tanto che l’intero stock di 1250 copie va totalmente esaurito il 22 novembre 1859, quando l’opera esce nelle librerie. Nel libro Darwin espone «un lungo argomento» di dettagliate osservazioni, deduzioni e considerazioni per anticipare le obiezioni. Pone un forte accento sulla discendenza comune, ma poi evita il controverso concetto di evoluzione e alla fine del libro conclude: «C’é grandezza in questa visione della vita, con i suoi diversi poteri, essendo stata originariamente soffiata in poche forme o in una; e quindi, mentre questo pianeta ha continuato a girare in accordo con le fissate leggi di gravità, da un così semplice inizio, forme più belle e meravigliose si sono evolute e continuano a farlo»


Le reazioni alla pubblicazione

Il libro suscita un notevole interesse internazionale. Sebbene la malattia lo tenga lontano dai dibattiti pubblici, Darwin esamina con impazienza la risposta scientifica, commentando i ritagli di stampa, le recensioni, gli articoli, le satire e le caricature, continuando a corrispondere con colleghi di tutto il mondo. Darwin aveva solo detto: «sarà gettata luce sull’origine dell’uomo», ma la prima recensione sostiene che egli creda che “l’uomo discende dalle scimmie”. La Chiesa d’Inghilterra risponde in modo eterogeneo. Sedwick, il vecchio tutor di Darwin a Cambridge, ed Henslow respingono l’idea, ma gli ecclesiastici liberali interpretano la selezione naturale come uno strumento del disegno di Dio. Anche gli intimi amici di Darwin – Hooker, Huxley20 e Lyell – hanno ancora varie riserve ma ugualmente gli danno un forte supporto come molti altri, in particolare i naturalisti più giovani.


I concetti-chiave dell’opera: V.I.S.T.A.

Il concetto di selezione naturale è uno dei fondamenti del pensiero di Darwin. È il processo attraverso cui in una popolazione si affermano, nel tempo, i caratteri che rendono gli individui della popolazione stessa più adatti all’ambiente in cui vivono, rispetto alle alternative, che tendono invece ad essere eliminate. Gli individui portatori dei caratteri più idonei alla sopravvivenza possono riprodursi con maggiore successo, trasmettendoli per via ereditaria ai loro discendenti. La natura, in altre parole, crea un “filtro” che consente il progressivo adattamento dei viventi all’ambiente. Per memorizzare con facilità questo processo, gli studiosi hanno creato una sigla: VISTA. È l’abbreviazione di cinque parole inglesi che riassumono altrettante nozioni chiave darwiniane: Variation (variazione), Inheritance (ereditarietà), Selection (selezione), Time (tempo), Adaptation (adattamento).


VARIATION / INHERITANCE (VARIAZIONE / EREDITARIETÀ)

È raro che gli individui di una determinata specie siano esattamente uguali tra loro. Essi potranno invece variare, ad esempio, nelle dimensioni, nei colori, nella capacità di resistere alle malattie. Queste variazioni sono spesso dovute a mutazioni casuali, a “errori di copiatura” nel loro DNA – la molecola che conserva le informazioni sulle caratteristiche costitutive di ogni organismo vivente – che accadono quando le cellule si dividono. Quando gli organismi si riproducono, questi cambiamenti passano ai loro discendenti. Dato che le caratteristiche sono conservate nel DNA, i figli ereditano le variazioni dei loro genitori. Persone piccole, ad esempio, tendono ad avere figli piccoli.


SELECTION (SELEZIONE)

L’ambiente non può sostenere popolazioni di dimensioni infinite. Dato che le risorse sono limitate, gli individui che nascono sono più numerosi di quelli che potranno sopravvivere: alcuni si dimostreranno più abili a trovare cibo, a trovarsi un partner o a evitare i predatori, e avranno quindi più possibilità di riprodursi e passare alla discendenza il loro DNA. Piccole variazioni possono influenzare la vita e la riproduzione degli individui. Differenze nei colori, ad esempio, aiutano alcuni individui a nascondersi dai predatori. La vista aguzza e gli artigli aiutano l’aquila a catturare le sue prede. Una colorazione vistosa permette a molti uccelli maschi di attrarre le femmine per riprodursi.


TIME / ADAPTATION (TEMPO / ADATTAMENTO)

In ciascuna generazione caratteri vantaggiosi aiutano alcuni individui a sopravvivere e riprodursi con più successo di altri. Queste loro caratteristiche passano a un numero crescente di discendenti. Dopo un certo numero di generazioni, questi tratti diventano comuni nella popolazione. Nel tempo anche l’ambiente cambia e le esigenze mutano quindi nel corso delle generazioni: sono possibili, perciò, cambiamenti anche clamorosi. Zampe, usate un tempo per camminare, possono essere modificate in ali o in pinne.

Scaglie, usate in origine per proteggersi, possono assumere colorazioni particolari che permettono all’animale di mimetizzarsi.


I successivi lavori

Nonostante le ripetute ricadute della malattia, nei successivi 22 anni, Darwin continua il suo lavoro. Egli aveva pubblicato L’Origine delle Specie come sunto della sua teoria, ma molti aspetti controversi del suo “grande libro” erano ancora incompleti, compresa la sua idea sull’origine dell’umanità da animali precedenti e quali fossero le cause possibili che avevano sviluppato la società e le abilità mentali dell’uomo. Ancora doveva spiegare caratteristiche di bellezza di apparente non utilità. Per queste ragioni, le sue ricerche continuano. Quando la figlia si ammala accantona i suoi esperimenti con piantine e animali domestici e l’accompagna in un centro balneare, dove egli inizia ad interessarsi alle orchidee selvatiche. Queste lo portano a sviluppare uno studio innovativo su come i loro bellissimi fiori servano a controllare l’impollinazione da parte degli insetti e permettano l’impollinazione incrociata. Osserva inoltre che, come per i balani, parti omologhe svolgono funzioni differenti in differenti specie. Tornato a casa si ammala di nuovo ma, nonostante ciò, inizia una serie di esperimenti sulle piante rampicanti. Nella casa a Down House, riceve molte visite come quella di Ernst Haeckel21 che aveva diffuso le idee darwiniane in Germania. Wallace continua ad aiutarlo, sebbene avesse iniziato ad abbracciare in maniera sempre più decisa le idee dello Spiritualismo22 . La prima parte del suo “grande libro” ideale diventa La variazione di piante e animali allo stato domestico, una corposa opera in due grandi volumi che lo costringe ad abbandonare per un periodo le ricerche sull’evoluzione umana e la selezione sessuale. Il libro pubblicato nel 1868, nonostante la mole, viene venduto facilmente anche se non desta grande interesse.


L’ORIGINE DELL’UOMO

Lyell aveva già reso popolare la preistoria umana e Huxley aveva dimostrato che l’uomo è anatomicamente affine alle scimmie antropomorfe. Con la pubblicazione de L’Origine dell’uomo e la selezione in relazione al sesso, pubblicato nel 1871, Darwin porta molte prove al fatto che l’uomo è un animale, dimostrando una continuità di caratteristiche fisiche e mentali, e proponendo la “selezione sessuale” per la conservazione di caratteri apparentemente svantaggiosi negli animali, per l’evoluzione della cultura nell’uomo, per le differenze tra i sessi, le differenze fisiche e culturali tra le razze umane marcando comunque che la specie umana è unica.

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