Un ritrovamento straordinario

Un ritrovamento straordinario

mestieriIl 30 novembre 1974, nella zona nota come Triangolo di Afar, nella regione di Hadar in Etiopia, una squadra di ricercatori guidata dal paleoantropologo americano Donald Johanson trovò alcuni fossili di ominidi della specie Australopithecus afarensis (il termine Australopithecus deriva dal latino australis, cioè dell’emisfero australe, e dal greco pithekos, scimmia; la specifica afarensis ricorda la zona di scavo). Uno di essi diventò particolarmente famoso: si trattava di una femmina alta circa un metro, dall’età di 25-30 anni, con una corporatura gracile, ma che camminava mantenendo una posizione del tutto eretta. Questa piccola femmina era morta sulle rive di una palude, probabilmente di sfinimento, e il suo corpo era stato abbandonato dai compagni. Miracolosamente nessun predatore sbranò e disperse le sue membra e così il corpo fu sommerso dal fango, che nel corso dei millenni si trasformò in terra e roccia. Dopo 3,2 milioni di anni il suo scheletro ritornò alla luce e ci raccontò tutto sulla costituzione fisica degli ominidi di quel periodo. Nel campo allestito presso il sito e durante le operazioni scavo i ricercatori ascoltavano spesso la canzone Lucy in the Sky with Diamonds, dei Beatles. Da allora la piccola ominide si chiamò per sempre Lucy

Una tragedia di tre milioni di anni fa

Un reperto impressionante è certo quello trovato vicino a Lucy. Almeno 3 milioni di anni fa 13 australopitechi cercarono rifugio all’interno di uno stretto canalone. Una piena improvvisa rovesciò un enorme torrente di fango dentro le strette pareti della fenditura di roccia e i corpi vennero spazzati via come fuscelli. I loro resti, fossilizzati come queli di Lucy, sono stati ritrovati nel lago formatosi a valle del canalone. La loro statura era di 100-130 centimetri, l’andatura eretta e il cervello poco più grande di quello di una scimmia.

Precedente Sulla filosofia di Hegel Successivo TARQUINIO IL SUPERBO

Lascia un commento