Il primo trapianto con la telemedicina

Il primo trapianto con la telemedicina

  • La tecnologia si conferma sempre più alleata della medicina. Negli ospedali Sant’Elia di Caltanissettae San Vincenzo di Taormina è appena iniziata la fase pilota del progetto Tele Icu, un sistema che si avvale di software di teleconsulto e telemedicina per “offrire la più qualificata assistenza clinica ai pazienti più complessi ricoverati in terapia intensiva” nei due nosocomi. E che ha già dato i primi buoni risultati: proprio grazie a questa tecnologia, infatti, è stato possibile salvare una giovane donna in pericolo di vita: Maria (nome di fantasia) rischiava un’emorragia interna a causa della rottura di diversi grossi emangiomi del fegato. Unica speranza, il trapianto: all’ospedale di Caltanissetta era stata ricoverata un’altra paziente in condizioni gravissime, purtroppo poi degenerate in uno stato di morte cerebrale. I familiari della donna hanno acconsentito all’espianto del fegato e il sistema Tele Icu si è rivelato cruciale nelle ore intercorse tra la diagnosi di morte cerebrale e il prelievo dell’organo. Grazie alla telemedicina è stato infatti possibile monitorare dalla postazione della ricevente lo stato di salute della donatrice e coordinare in tempo reale le operazioni di espianto, trasporto e reinpianto. Maria è oggi tornata a casa ed è in buone condizioni di salute: il suo è stato il primo trapianto realizzato con il sistema Tele Icu.
  • In generale, il progetto è mirato a realizzare un sistema di tele monitoraggio per la cura dei pazienti ricoverati in terapia intensiva: il medico curante può comunicare in remoto con un collega e inviare informazioni, immagini e video (tra cui, per esempio, radiografie, dati provenienti dai monitor dei segnali vitali e parametri registrati sulla cartella clinica elettronica) per ottimizzare la diagnosi e la terapia. È anche possibile, spiegano i medici delle terapie intensive di Caltanissetta e Taormina, segnalare pazienti in situazioni critiche e aprire una corsia telematica preferenziale per la condivisione in tempo reale di informazioni su esami di laboratorio, gestione respiratoria, valutazione emodinamica e immagini endoscopiche. E infine, come nel caso di Maria e della sua donatrice, Tele Icu può ottimizzare le procedure di espianto degli organi da pazienti con morte cerebrale, individuando in condivisione le strategie più opportune per la stabilizzazione del donatore e la migliore preservazione degli organi.
  • Il progetto fa parte del programma Più segnalazioni meno opposizioni, elaborato dal Centro Regionale Trapianti (Crt)della Sicilia, finanziato dall’Assessorato regionale della Sicilia e che si avvale della collaborazione dell’Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione(Ismett) e Upmc Italia. In sostanza, si tratta di un carrello dotato di 24 schermi Lcd, computer portatile, casse, microfoni, videocamera (mobile e completamente controllabile da remoto), connettività ethernet (per collegarsi alla rete ospedaliera) e wireless.
  • I vantaggi della telemedicina sono da tempo noti alla scienza. Uno studio del 2008 del Network for Excellence in Health Innovation (Nehi) e del Massachusetts Institute of Technology (Mit) ha mostrato, per esempio, che l’uso di queste tecnologie ha permesso di ridurre del 20% la mortalità dei pazienti in terapia intensiva, del 13% la mortalità ospedaliera totale e del 30% la durata dei ricoveri. Allo stesso modo, la University of Pittsburgh Medical Center ha confermato che l’uso della telemedicina ha permesso di ridurre del 10% la durata dei ricoveri, risparmiando oltre 700mila dollari, e del 20% la degenza media in reparto, risparmiando circa 2 milioni di dollari.

http://lasuposta.altervista.org/

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