Svelata l’origine delle pesche noci

Svelata l’origine delle pesche noci

  • Nonostante per un lungo periodo siano state considerate un ibrido ottenuto dall’incrocio con leprugne, le pesche nettarine, o pesche noci, appartengono a tutti gli effetti alla stessa specie delle pesche tradizionali. In che modo, dunque, questi frutti dalla buccia liscia e lucente hanno perso la peluria che caratterizza le altre varietà? Colpa di un gene,PpeMYB25, che nelle pesche controlla la formazione dei tricomi, ovvero le strutture filiformi che compongono la peluria. A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori delCentro di Ricerca per la Frutticoltura di Roma (Cra), del Parco Parco Tecnologico Padano di Lodi e dell’Università Statale di Milano, in uno studioapparso sulla rivista Plos One.
  • “Per cercare di capire quale gene controlla questo carattere, abbiamo utilizzato un incrocio fra una varietà di pesca (Contender) con una di nettarina (Ambra) – spiegaLaura Rossini, ricercatrice dell’Università di Milano – andando poi a cercare il generesponsabile di questo carattere in una regione ristretta del genoma. Confrontando la sequenza del Dna di questa regione in diverse pesche e nettarine abbiamo identificato 291 differenze tra le une e le altre. Una di queste differenze suggeriva come candidato un gene MYB che è strettamente imparentato con un gene responsabile della formazione delle fibre del cotone. Questa differenza, abbiamo scoperto, era dovuta alla presenza nelle nettarine, all’interno di questo gene, di un frammento di Dna che ne distrugge la funzionalità”.
  • In un paese come l’Italia, che con 1,3 milioni di tonnellate di nettarine raccolte ogni anno è il secondo produttore mondiale dopo la Cina, si tratta di una scoperta con ricadute importanti. Fino ad oggi infatti, per riconoscere con certezza un albero di pesche da uno di nettarine bisognava conoscere la storia della pianta, o aspettare che fruttificasse. Nel caso di piante ottenute da seme, dopo un incrocio, si trattava di attendere circa 2-3 anni che la pianta arrivasse a frutto. Ora invece l’informazione sarà disponibile immediatamente: basterà infatti leggere il suo Dna.

“Grazie a questa scoperta – spiega Ignazio Verde, ricercatore del Cra di Roma – potremo ora selezionare a uno stadio molto precoce le piante di pesco senza mai perdere di vista il carattere nettarina, rendendo più efficiente il processo di selezione varietale”.http://lasuposta.altervista.org/

 

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