STORIA DEI RAY BAN

STORIA DEI RAY BAN

STORIA DEI RAY BAN

RAY BAN ANNI 80
RAY BAN ANNI 80

Nel corso dei suoi settantacinque anni di storia, Ray-Ban ha veicolato una profonda rivoluzione nel mondo della musica e dell’arte,
favorendo l’ascesa della cosiddetta celebrity culture e dando alle star del rock e del cinema il potere di influenzare la moda. Da James Dean
a Audrey Hepburn, fino a Michael Jackson, Ray-Ban si è rivelato un accessorio indispensabile per le icone culturali che non vogliono
semplicemente essere viste, ma vogliono essere notate. Ray-Ban ha lasciato un segno indelebile nella storia della cultura.
Anni ‘30: Le origini nell’aviazione


Mentre i nuovi aeroplani volano sempre più in alto e su rotte sempre più distanti, molti piloti della US Air Force, abbagliati dalla luce
solare, accusano frequenti mal di testa e un senso di vertigini. Per ovviare al problema, viene introdotta una nuova tipologia di occhiali
con lenti verdi in grado di eliminare i riflessi senza oscurare la vista. Nasce così il marchio Ray-Ban.
La vendita dei nuovi occhiali antiriflesso viene estesa al pubblico a partire dal 1937. Il modello originale prevede una montatura in
plastica dalla classica forma oggi universalmente nota come Aviator. L’anno successivo, dopo un accurato restyling, gli occhiali da
sole acquistano una montatura in metallo e il marchio è ribattezzato Ray-Ban Aviator.
Ben presto, la popolarità di Ray-Ban si diffonde dalla ristretta cerchia dei piloti a tutti gli amanti della vita all’aria aperta. Nel 1938, Ray-Ban
lancia il modello Shooter disponibile con lenti verdi o giallo chiaro Kalichrome, ideali in condizioni di foschia grazie alla capacità di
mettere a fuoco i dettagli e di minimizzare l’effetto della nebbia filtrando la luce blu. Il cerchio centrale “portasigaretta”, pensato per
consentire al tiratore di avere le mani libere, è l’elemento distintivo di questo occhiale-icona.
L’anno seguente, Ray-Ban espande ulteriormente il proprio catalogo – e il portafoglio clienti – con il lancio di Ray-Ban Outdoorsman.
Inizialmente chiamato “Skeet Glass” e creato per categorie specifiche come gli appassionati di caccia, tiro e pesca, questo occhiale
si distingue per la barra frontale e i terminali delle aste, che negli anni sono stati rivestiti con diversi materiali, quali madreperla e
pelle di vitello.
Anni ‘40: Non solo aviazione


La Seconda Guerra Mondiale vede i piloti dell’aeronautica militare americana affidarsi nuovamente a Ray-Ban. L’attività di ricerca e
sviluppo conduce a interessanti novità – prima fra tutte le lenti a specchio sfumate, caratterizzate da uno speciale rivestimento sulla
sezione superiore per ottimizzare la protezione, mentre la sezione inferiore viene lasciata “naturale” per assicurare una visione più
chiara della plancia dell’aereo. Pur essendo progettati a scopo militare, i prodotti e le innovazioni Ray-Ban piacciono anche alla gente
comune, che vuole sperimentare gli stessi strumenti ad alte prestazioni in dotazione ai professionisti.
L’influenza militare sulla moda è ormai indiscutibile: le t-shirt regolamentari dell’Esercito e della Marina Militare sono un caposaldo
dello stile negli anni ‘40 e i civili, nel tentativo di imitare i piloti, sfoggiano occhiali cool e attuali. Ray-Ban ha compiuto il grande balzo
dalla pura funzione bellica all’estetica della cultura pop – senza comunque sacrificare la tradizionale efficacia legata al marchio.
Anni ‘50: Il glam di Hollywood


Nell’immediato dopoguerra, Hollywood inizia a esercitare un’influenza sempre più decisiva sulle scelte del pubblico in fatto di abbigliamento
in senso lato. Il 1952 è l’anno del modello Ray-Ban Wayfarer che, dopo essere stato indossato da vere e proprie leggende del grande
RAY-BAN: LA STORIA DEL MARCHIO DI OCCHIALI PIÙ VENDUTO AL MONDO
schermo come Jeans Dean in Gioventù bruciata (1955) e Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany (1961), diviene uno degli accessori
più inconfondibili nella storia della moda.
Nel frattempo, Ray-Ban non cessa di rinnovarsi. Introdotti nel 1953, gli occhiali Ray-Ban Signet spiccano per l’appariscente montatura
in oro o argento con bande orizzontali in corrispondenza del ponte, dei musetti e delle aste. Il Ray-Ban Signet originale è stato oggetto
di numerose riedizioni, inclusa la recente Ray-Ban Johnny Marr’s Limited Edition, presentata nel 2011 e personalizzata dal chitarrista
della leggendaria band indie rock britannica The Smiths. Fra le altre innovazioni degli anni ‘50 spiccano la lente grigia G-15 (1953)
– un’opzione grigia neutra in grado di offrire una visione realistica dei colori e una protezione eccezionalmente comoda anche in presenza
di riflessi abbaglianti – e una quarta montatura in metallo, Ray-Ban Caravan (1957), una versione più squadrata dei Ray-Ban Aviator
resa celebre negli anni a venire dall’interpretazione di Robert De Niro in Taxi Driver (1976). Nel 1958 viene inaugurata la prima gamma
espressamente dedicata alle donne, con montature di diversi colori ed elaborati arabeschi al passo con lo stile dell’epoca.
Anni ‘60: Rivoluzione e cambiamento


Accogliendo lo zeitgeist di cambiamento e rivoluzione che permea gli anni ‘60, Ray-Ban si adegua all’evolvere dei tempi. Dai circa trenta
modelli prodotti all’inizio del decennio, il catalogo raggiunge i cinquanta nel 1969, contemplando proposte per uomo, donna e bambino.
Ray-Ban ha ormai conquistato la leadership del settore eyewear internazionale, nonché una solida reputazione per lo stile e qualità
sia degli occhiali che delle custodie in pelle e vinile, realizzate ad hoc per riporre e proteggere le montature.
Se Ray-Ban continua a creare nuovi stili, i divi di Hollywood continuano a indossarli. I Ray-Ban Olympian I e II, introdotti nel 1965,
vengono indossati da Peter Fonda in Easy Rider, nel 1969. Le montature presentano un ponte in metallo dalla curvatura sinuosa e
lenti rettangolari arrotondate agli angoli – una linea che reinterpreta un grande classico con un’allure più lussuosa ed elegante.
Gli occhiali da sole Ray-Ban Balorama esordiscono invece nel 1968, e si impongono all’attenzione degli spettatori nel 1971 grazie a
Clint Eastwood in Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo. Sul fronte musicale, Bob Dylan appare raramente in pubblico senza i suoi
Ray-Ban Wayfarer, puntando sulle lenti scure per accentuare il suo fascino enigmatico e anticonformista.
Fra gli altri illustri debuttanti degli anni ‘60, si ricordano Ray-Ban Meteor, spigolosi e mascolini, e il modello a gatto Ray-Ban Laramie.
Anni ‘70: Il debutto nello sport


Ray Ban Aviator Anni 70
Ray Ban Aviator Anni 70
Occhiale da sole Ray Ban anni 70
Ray Ban anni 70 produzione Bausch & Lomb USA

Negli anni ‘70, la disco regna sovrana. E discoteca significa abbigliamento appariscente e, spesso, occhiali da sole cool anche al chiuso.
Ormai il mercato dell’eyewear si è fatto più sofisticato e ha intrapreso due direzioni distinte: esigenze sportive e accessorio fashion.
Adeguandosi al trend, Ray-Ban lancia due modelli, Ray-Ban Vagabond e Ray-Ban Stateside, entrambi con montatura in plastica e
disponibili con due tipologie di lenti: le lenti a specchio G-31 e le lenti standard G-15. Riproposto nel 2010, Ray-Ban Vagabond è stato
aggiornato con l’aggiunta di lenti leggermente a goccia, che conferiscono al modello un look retrò di grande tendenza.
Gli anni ‘70 sono il banco di prova di ulteriori innovazioni tecniche, che portano all’espansione del portafoglio prodotti: vengono sviluppati
occhiali specifici per la montagna, con lenti a specchio e protezioni laterali in pelle per deviare la luce riflessa dalla neve e proteggere
gli occhi dal sole e dal vento.
Inoltre, Ray-Ban amplia l’offerta dedicandosi alla produzione di occhiali da vista accanto a quelli da sole. Nel 1974, vengono introdotte le
lenti fotocromatiche Ambermatic, in grado di cambiare colore a seconda delle condizioni di luce. Le Ambermatic hanno il pregio di sottolineare
forme e profili anche sulla neve e di oscurare la luce più intensa, perciò si prestano particolarmente alla pratica degli sport invernali.
Anni ‘80: Tra palco e grande schermo


Nel decennio dei videogiochi arcade, di MTV e del Brat Pack, Ray-Ban è un autentico must tra i marchi in voga. Per quanto riguarda
i film, il modello Ray-Ban Wayfarer guadagna il ruolo di protagonista in The Blues Brothers (1980) e Risky Business – Fuori i vecchi…
i figli ballano (1983). Con Top Gun (1986), i Ray-Ban Aviator tornano alle radici e sul volto dei piloti di caccia, facendo letteralmente
impennare le vendite del modello originale Ray-Ban.
Il look di Michael Jackson diventa subito un’icona quando il re del pop si presenta ai Grammy del 1984 con un paio Ray-Ban Aviator,
anche se sarà poi Ray-Ban Wayfarer il modello scelto per l’epico Bad tour (1987-1989), il più seguito di tutti i tempi.

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