SOPRAVVIRE IN GRECIA

SOPRAVVIRE IN GRECIA

 

 

In vendita 110 spiagge in tutta la Grecia.
Il caso eclatante di Nafplio che perderà le sue spiagge migliori e anche il castello Akronafplia simbolo della città.


C’è una cosa peggiore della perdita del lavoro, della perdita dei diritti sindacali, della chiusura di ospedali e scuole. La perdita del patrimonio naturale e culturale. Tutto il resto lo si potrà forse riconquistare, ricostruire, riaprire, ma il patrimonio naturale e culturale che verrà venduto sarà perso per sempre.
In tutta la Grecia sono 110 le spiagge che verranno vendute. Per rendere ancora più appetibile la loro vendita il governo sta varando una legge che permetterà di costruire direttamente in vicinanza del mare o addirittura dentro il mare. Tra i gioielli messi in vendita vi sono alcune delle più belle spiagge del Mediterraneo, come per esempio la spiaggia Simos sull’isola di Elafonisos e Aghios Prokopios sull’isola di Naxos.
L’Argolida è stata presa particolarmente di mira, numerose sono le spiagge in vendita. Nafplio in particolare sarà spogliata delle spiagge più belle.
Il TAIPED è un ente creato dallo stato greco su consiglio della Troika per gestire le vendite del proprio territorio. Questo ente ha il compito di gestire la vendita di spiagge, isole, monti e lotti di terreno in generale. I soldi andranno direttamente su un conto bancario fuori dalla Grecia destinato ai creditori. Oltre a decidere i prezzi, è questo ente che deciderà a chi vendere i beni messi a disposizione. Nella lista del TAIPED vi sono anche siti archeologici di rilevante valore, tanto per fare un esempio, il castello di Akronafplia, situato nella parte più storica e panoramica della città di Nafplio verrà venduto. Si tratta di una grossa area archeologica che è stata abitata da sempre. L’importanza storica di questa parte della città è fuori discussione, non solo per gli abitanti di Nafplio, che lì hanno le proprie origini, ma per tutta l’umanità.SOPRAVVIRE IN GRECIA

Nelle antiche mura si possono riconoscere le varie epoche della storia a partire dalle ciclopiche costruzioni micenaiche, per passare al medioevo e all’intervento che rimane tutt’ora più visibile, quello che durante l’occupazione veneziana trasformo questo vecchio insediamento dell’umanità in fortezza. Lo scempio di questa preziosa testimonianza dell’evoluzione umana a Nafplio non è una cosa nuova, ma era già iniziato con l’intervento che i nonni e i padri delle persone che si trovano tutt’ora al governo hanno fatto durante la Dittatura dei Colonnelli.
Con una immutata sensibilità e direzione politica gli attuali politici al governo danno continuità ideologica al danno fatto durante gli anni settanta. Durante gli anni della dittatura, venne abbattuto uno storico edificio veneziano che durante gli anni trenta e quaranta era stato adibito a prigione politica. L’edificio, anche se si trovava in buone condizioni e aveva un grande valore storico-architettonico, fu distrutto per fare spazio ad un albergo a cinque stelle che si chiama appunto Nafplia Palace (allora Xenia Palace) e che venne costruito di cemento in pieno stile anni settanta in maniera abusiva in una zona archeologica. Le fondamenta di questa nuova struttura sono cementate sui resti archeologici, per realizzare la pista di atterraggio dell’elicottero furono spianate importanti porzioni dell’area archeologica. Durante la costruzione fu fatto ampio uso di dinamite che danneggio in maniera seria anche le parti archeologiche non direttamente interessate dalla costruzione. Il permesso per la costruzione del Nafplia Palace non venne mai rilasciato dal ente di archeologia greco e così per lungo tempo la struttura turistica resto abusiva. Si verificò il paradosso in cui un pezzo dello stato andava contro l’altro, uno rappresentava gli interessi personali e specifici di pochi, l’altro l’interesse collettivo della tutela di un bene culturale. A mettere le cose a posto ci pensò Evanghelos Venizelos, attuale numero due dell’attuale governo Samaras, che anni fa quando ricopriva la carica di ministro dei beni culturali legalizzò l’abuso edilizio nella zona archeologica di Akronafplia.
L’attuale struttura alberghiera sfrutta una concessione di trent’anni, vale a dire che il posto in cui si trova non è di sua proprietà, ma di proprietà dello stato. Adesso, con il nuovo disegno di legge, questa ampia zona archeologica, anche se e’ protetta da vincoli internazionali, verrà venduta ad un privato che ovviamente potrà usarla come meglio crede e in maniera economicamente redditizia.

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Spiaggia di Karathona – Nafplio
L’area di Akronafplia non è la sola perla che verrà venduta ai soliti speculatori amici e parenti dei governanti. Vi è infatti un gran numero di spiagge e isole che sono già nei listini di vendita del TAIPED.
Si parte dalla lunga spiaggia di Karathona che dista solo mezz’ora a piedi da Nafplio e che al momento è in buona parte spiaggia libera. Al momento vi sono pochissime costruzioni è totalmente aperta al pubblico e per la maggior parte è spiaggia libera. Verrà venduta e destinata a costruzioni turistiche.
La spiaggia di Kondili, anch’essa poco distante da Nafplio, attualmente totalmente pubblica, un vero spettacolo naturale, verrà venduta e destinata a costruzioni turistiche.
Verrà inoltre venduta l’isoletta che si trova davanti a Tolo e il biotopo di Nea Kios, un importante area di sosta per gli uccelli migratori. Praticamente la popolazione di Nafplio e dintorni si troverà presto senza accesso al mare.
Chi pensa che i nuovi proprietari di queste spiagge porteranno soldi nella zona con i loro investimenti, si sbaglia di grosso. Purtroppo abbiamo davanti ai nostri occhi già degli esempi concreti.
Al sud del Peloponneso, il grande albergo Costa Navarino ha di fatto distrutto l’economia locale. Organizzato su una enorme area, ha al suo interno tutto ciò che può interessare ad un turista: taverne, discoteche, bar, piscine, gelateria, pizzeria, vari negozi che vanno dall’abbigliamento alla pasticceria, dal forno al souvenir. Un solo proprietario gestisce ed incassa il flusso di soldi che arriva in un ampia area grazie al turismo. I negozi locali stanno
fallendo uno dopo l’altro.

Spiaggia di Kondil – Nafplio
La stessa cosa succederà anche a Nafplio. Queste grandi strutture che verranno costruite direttamente sulle spiagge, toglieranno quindi l’attrazione turistica fondamentale, il mare. Nessuno andrà più negli alberghi del centro storico, perché altrimenti sarà costretto a pagare un biglietto per accedere alla spiaggia. Sarà quindi più conveniente per il turista andare nelle nuove strutture che verranno costruite a Karathona e nelle altre spiagge private. Con le loro centinaia di camere potranno offrire prezzi stracciati e pacchetti turistici a buon mercato che attireranno il turismo qualitativamente peggiore. Tutti i soldi verranno raccolti in un unica tasca, quella dell’investitore che chiaramente godrà di un trattamento fiscale privilegiato (come prevede già una recente legge del governo Samaras). Molto probabilmente non sarà neanche greco e quindi spedirà tutti i suoi guadagni all’estero.

Chi pensa che questi grandi investimenti e la distruzione della natura porteranno posti di lavoro destinati ai locali, si sbaglia di nuovo. Lo sfruttamento delle coste spagnole e la loro relativa distruzione attuata già da anni ha forse evitato il dramma della disoccupazione?
Come accade nei villaggi turistici del Mar Rosso in Egitto, solo per fare un esempio, il personale di pregio, istruito e professionale arriva sempre e soltanto dall’estero, i locali che lavorano in quelle strutture turistiche svolgono i compiti più umili e mal pagati. E questo succederà anche a Nafplio, i locali, coloro che prima erano lavoratori autonomi del turismo finiranno a lavorare come dipendenti con stipendi da fame. Le leggi in materia sono già in vigore e hanno preparato il campo a questi investitori. Un giovane prenderà una paga di 420 euro al mese, un lavoratore esperto circa 500 euro al mese e non è previsto nessun aumento salariale rispetto all’anzianità. Da circa un anno e mezzo sono già stati cancellati più o meno tutti i diritti sindacali, quindi non ci saranno alternative. Prendere o lasciare. Questo è ciò che intendono per “competitività” chi non lo ha ancora capito è bene che se lo metta bene in testa.
Per le persone che in questa regione vivono non ci sarà più una spiaggia dove poter fare il bagno, tutti i posti più belli saranno recintati, cementati e piegati alle esigenze del turismo più distruttivo. Gli abitanti di Nafplio si troveranno ammassati sulle scogliere, gli unici punti inutili per il turismo e che resteranno pubblici.
Il mare, la bellezza della natura e i siti archeologici, ciò che da sempre ha caratterizzato l’offerta turistica eccezionale della Grecia sarà proprietà privata di pochi. La struttura turistica locale si troverà improvvisamente privata di tutto ciò che attirava gente a Nafplio, è chiaro che se la città viene privata di queste risorse andrà verso il sicuro fallimento, almeno che non si voglia credere che l’interesse fondamentale del turista sia bere il caffè in piazza.
I primi a rimetterci economicamente saranno proprio gli albergatori del centro e chiaramente tutti coloro che ruotano attorno al turismo, i loro investimenti e il loro lavoro di anni sarà in breve tempo gettato al vento.

Seguendo il link puoi vedere l’elenco completo in PDF delle proprietà demaniali in vendita, (versione in lingua inglese). Direttamente dal sito TAIPED (ente statale per le privatizzazioni del demanio greco): http://www.hradf.com/sites/default/files/attachments/properties-lot-a-en.pdf

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