POLCANTO UFO

POLCANTO UFO 

polcanto ufo: 11 OTTOBRE 2012 | di Flavio Vanetti

9 ottobre del 1984, Villa Radicchia in via Tassaia 1, zona boschiva in località Polcanto , un piccolo paese nel Comune di Borgo San Lorenzo in provincia di Firenze. Sono presumibilmente le 3.30 del mattino, di una notte tranquilla e serena. Improvvisamente una forte luce illumina la stanza da letto posta al primo piano della casa, dove Isidoro Ferri, che dello stabile è il custode, sta dormendo assieme al figlio. La luce penetra dalla finestra che per abitudine Ferri lascia sempre con gli scuri aperti. La luce è estremamente intensa, ma la forte luminosità sveglia solo l’uomo, mentre il figlio stranamente continua a dormire come se nulla fosse. Nella villa sono presenti anche la moglie e la figlia di Isidoro, che però non si accorgono di nulla in quanto dormono in un’altra stanza (la ragazza è stata colpita da una forte forma influenzale).

Dal letto dove è ancora sdraiato, Ferri guarda verso la luce proveniente dalla finestra, la prima cosa che gli viene in mente è che vi sia in giro qualche bracconiere (cosa allora frequente), che gli sta bruciando il fienile o le capanne che sono vicine al bosco. Ma è allora che nota a circa 50/60 metri di distanza, sopra una piccola collinetta che resta di fronte proprio all’altezza della finestra, una figura umana con un fascio luminoso che parte dalla testa: è quella figura che illumina la stanza. Isidoro Ferri fa appena in tempo a notare la strana sagoma perché all’improvviso questa sparisce per lasciare il posto ad una sorgente luminosa, formata da tre getti di luce diretti verso il suolo che sembrano avere origine da una forma scura che però resta nascosta dagli alberi del bosco adiacente.

I tre getti di luce sono ben delineati e separati e non sembrano simili a luci prodotte da torce o proiettori. Ma dopo pochi minuti, che Ferri non sa quantificare, anche questa luce scompare per far posto ad una sorgente bianchissima ed accecante che avanza lentamente verso la casa, illuminando a giorno tutto ciò che incontra. E’ una luce estremamente strana, che avanza lentamente creando un cono con i bordi e margini ben definiti, all’esterno dei quali tutto resta nascosto dall’oscurità. Quando la luce sta per avvicinarsi alla villa, Isidoro Ferri si alza dal letto e si avvicina alla finestra per guardare meglio. Ma giunto quasi al davanzale, resta improvvisamente totalmente paralizzato ed incapace di muoversi e di parlare.

E’ allora che sente una sensazione di grande calore sul viso, mentre i capelli sono come elettrizzati. A quel punto l’uomo si rende conto che sta avvenendo qualcosa di inspiegabile e inizia ad aver paura. Poi come la luce è avanzata, lentamente si ritira ed è allora e solo allora che Ferri si accorge di potersi di nuovo muovere. Quindi si avvicina alla finestra e senza aprirla si affaccia per vedere che cosa sta accadendo. Quello che nota è ancora più incredibile: la luce bianca è scomparsa e al suo posto ora appare un corpo ellissoidale luminoso di circa tre metri di diametro, dal colore rosso incandescente simile al metallo fuso, che però stranamente non illumina il paesaggio circostante che continua a restare nell’oscurità. Pochi istanti dopo, il corpo luminoso sale velocemente verso il cielo scompare.

UFO A POLCANTO 1984
UFO A POLCANTO 1984

Alla partenza della sfera, Isidoro può notare che le piante di alto fusto vicino ad essa si scuotono violentemente per lo spostamento d’aria. A quel punto, Ferri torna a letto e guarda l’orologio: sono le 3.45 del mattino. Adesso Isidoro non ha più paura, anzi avverte un deciso senso di tranquillità; si rimette a letto, ma non riesce più a dormire e continua a ripensare a quello che ha visto, accusando inoltre un forte bruciore e un serio fastidio agli occhi, diventati color rosso sangue. La cosa più strana, però, è che, pur rendendosi conto di non aver fatto nulla, si sente debole e molto stanco. Tutti questi sintomi si potrarranno per circa una settimana. Ma nel letto, ripensando all’accaduto, Ferri si rende anche conto che durante questa esperienza il cane di guardia della villa – un pastore tedesco – non ha mai abbaiato. Un altro aspetto singolare è che realizza che durante tutto l’avvistamento non ha sentito alcun rumore, ma, al contrario, ha avvertito un silenzio totale e irreale. Questo incredibile silenzio lascia Isidoro molto perplesso. Poi controlla se il figlio in stanza con lui dorme ancora, convinto di trovarselo sveglio; invece il figlio non si è svegliato, anzi sembra dormire profondamente.

A quel punto, Isidoro decide di non svegliare nessuno dei suoi familiari e resta a letto completamente sveglio sino alla mattina. L’indomani racconta tutto, coinvolgendo i Carabinieri. Nel pomeriggio dello stesso giorno la casa è un viavai di persone che indagano: ci sono pure militari dell’esercito e ricercatori universitari non ben identificati, ufologi, giornalisti e semplici curiosi. I militari e e gli universitari si ripresenteranno nei giorni successivi e addirittura per qualche mese. Ma che cosa viene trovato in via ufficiale? Sul punto del presunto atterraggio ci sono tre fori dal diametro di 10 centimetri l’uno; se uniti, formano un triangolo rettangolo e la distanza tra i fori fa ipotizzare una dimensione dell’oggetto di circa tre metri per lato. Ma vi è un ulteriore ed insolito dettaglio: benché il terreno sia molto umido (è ottobre e la zona è ricca di vegetazione), la profondità dei tre fori non è omogenea. Uno di essi è in pendenza rispetto agli altri, ma stranamente risulta essere il meno profondo dei tre, come se vi si fosse stato posato un qualcosa capace di stabilizzarne il proprio peso. Infatti il foro in pendenza ha una profondità di 2 centimetri, contro i 2,8 cm e 2,5 cm degli altri 2 fori. Ma non è tutto, perché la mattina dello stesso giorno, Isidoro Ferri si accorge che il cane di guardia non è fuori dalla cuccia, cosa che abitualmente fa, ma al contrario è all’interno e non vuole assolutamente uscire. Costretto con la forza, l’animale immediatamente rientra. Isidoro nota immediatamente che il cane ha un comportamento insolito: non abbaia più, non vuole più lasciare la cuccia (nemmeno se slegato), come se fosse impaurito. Non solo: da quel giorno si rifiuta di bere e mangiare e nel giro di una settimana muore di stenti. Isidoro Ferri è il solo testimone oculare di tutto il fenomeno, ma nei giorni seguenti, grazie alle indagini dei Carabinieri, arriveranno conferme da parte di altri testimoni residenti nella zona, che racconteranno la presenza di una intensa e anomala luminosità proprio in quella notte in direzione del bosco di Polcanto. E due persone affermeranno di aver visto, verso le 2.30, un oggetto di colore rosso sopra gli alberi. La storia del caso Ferri, tuttora irrisolto, porta con sé numerosi e inquietanti interrogativi – a cominciare dal mancato risveglio del figlio nonostante la forte luminosità che lo investiva, per proseguire con le continue visite dei militari e dei ricercatori, che mai hanno voluto fornire dettagli, e per finire con brutta fine del cane -e contempla anche una situazione di “missing time”: se per l’uomo certi fenomeni sono durati un quarto d’ora, nella realtà tutto ha avuto uno sviluppo di circa due ore.

Piero Zanfretta lascia la terapia intensiva Rino Di Stefano mi ha comunicato gli ultimi sviluppi sulle condizioni di salute di Piero Zanfretta: anche se lo scenario rimane delicato (in particolare per il visus ancora un po’ annebbiato che il nostro amico lamenta), gli sviluppi sono positivi e incoraggianti. Piero ha infatti lasciato l’unità di terapia intensiva e questo è un segnale molto incoraggiante. Non resta che augurargli di cuore di proseguire su questa strada.Voglio avviare una serie dedicata ad alcuni casi irrisolti, o comunque rimasti controversi, dell’ufologia. Il primo che vi propongo è stato presentato a Torriglia dal Gaus durante la “due giorni” di metà settembre. Parla del caso Ferri, una storia davvero interessante, che in alcuni tratti ricorda il presunto caso di abduction di Linda Cortile a New York. Ecco la relazione.

9 ottobre del 1984, Villa Radicchia in via Tassaia 1, zona boschiva in località Polcanto, un piccolo paese nel Comune di Borgo San Lorenzo in provincia di Firenze. Sono presumibilmente le 3.30 del mattino, di una notte tranquilla e serena. Improvvisamente una forte luce illumina la stanza da letto posta al primo piano della casa, dove Isidoro Ferri, che dello stabile è il custode, sta dormendo assieme al figlio. La luce penetra dalla finestra che per abitudine Ferri lascia sempre con gli scuri aperti. La luce è estremamente intensa, ma la forte luminosità sveglia solo l’uomo, mentre il figlio stranamente continua a dormire come se nulla fosse. Nella villa sono presenti anche la moglie e la figlia di Isidoro, che però non si accorgono di nulla in quanto dormono in un’altra stanza (la ragazza è stata colpita da una forte forma influenzale). Dal letto dove è ancora sdraiato, Ferri guarda verso la luce proveniente dalla finestra, la prima cosa che gli viene in mente è che vi sia in giro qualche bracconiere (cosa allora frequente), che gli sta bruciando il fienile o le capanne che sono vicine al bosco. Ma è allora che nota a circa 50/60 metri di distanza, sopra una piccola collinetta che resta di fronte proprio all’altezza della finestra, una figura umana con un fascio luminoso che parte dalla testa: è quella figura che illumina la stanza. Isidoro Ferri fa appena in tempo a notare la strana sagoma perché all’improvviso questa sparisce per lasciare il posto ad una sorgente luminosa, formata da tre getti di luce diretti verso il suolo che sembrano avere origine da una forma scura che però resta nascosta dagli alberi del bosco adiacente. I tre getti di luce sono ben delineati e separati e non sembrano simili a luci prodotte da torce o proiettori. Ma dopo pochi minuti, che Ferri non sa quantificare, anche questa luce scompare per far posto ad una sorgente bianchissima ed accecante che avanza lentamente verso la casa, illuminando a giorno tutto ciò che incontra. E’ una luce estremamente strana, che avanza lentamente creando un cono con i bordi e margini ben definiti, all’esterno dei quali tutto resta nascosto dall’oscurità.

Quando la luce sta per avvicinarsi alla villa, Isidoro Ferri si alza dal letto e si avvicina alla finestra per guardare meglio. Ma giunto quasi al davanzale, resta improvvisamente totalmente paralizzato ed incapace di muoversi e di parlare. E’ allora che sente una sensazione di grande calore sul viso, mentre i capelli sono come elettrizzati. A quel punto l’uomo si rende conto che sta avvenendo qualcosa di inspiegabile e inizia ad aver paura. Poi come la luce è avanzata, lentamente si ritira ed è allora e solo allora che Ferri si accorge di potersi di nuovo muovere. Quindi si avvicina alla finestra e senza aprirla si affaccia per vedere che cosa sta accadendo. Quello che nota è ancora più incredibile: la luce bianca è scomparsa e al suo posto ora appare un corpo ellissoidale luminoso di circa tre metri di diametro, dal colore rosso incandescente simile al metallo fuso, che però stranamente non illumina il paesaggio circostante che continua a restare nell’oscurità. Pochi istanti dopo, il corpo luminoso sale velocemente verso il cielo e scompare. Alla partenza della sfera, Isidoro può notare che le piante di alto fusto vicino ad essa si scuotono violentemente per lo spostamento d’aria. A quel punto, Ferri torna a letto e guarda l’orologio: sono le 3.45 del mattino. Adesso Isidoro non ha più paura, anzi avverte un deciso senso di tranquillità; si rimette a letto, ma non riesce più a dormire e continua a ripensare a quello che ha visto, accusando inoltre un forte bruciore e un serio fastidio agli occhi, diventati color rosso sangue.

La cosa più strana, però, è che, pur rendendosi conto di non aver fatto nulla, si sente debole e molto stanco. Tutti questi sintomi si potrarranno per circa una settimana. Ma nel letto, ripensando all’accaduto, Ferri si rende anche conto che durante questa esperienza il cane di guardia della villa – un pastore tedesco – non ha mai abbaiato. Un altro aspetto singolare è che realizza che durante tutto l’avvistamento non ha sentito alcun rumore, ma, al contrario, ha avvertito un silenzio totale e irreale. Questo incredibile silenzio lascia Isidoro molto perplesso. Poi controlla se il figlio in stanza con lui dorme ancora, convinto di trovarselo sveglio; invece il figlio non si è svegliato, anzi sembra dormire profondamente. A quel punto, Isidoro decide di non svegliare nessuno dei suoi familiari e resta a letto completamente sveglio sino alla mattina. L’indomani racconta tutto, coinvolgendo i Carabinieri. Nel pomeriggio dello stesso giorno la casa è un viavai di persone che indagano: ci sono pure militari dell’esercito e ricercatori universitari non ben identificati, ufologi, giornalisti e semplici curiosi. I militari e e gli universitari si ripresenteranno nei giorni successivi e addirittura per qualche mese. Ma che cosa viene trovato in via ufficiale? Sul punto del presunto atterraggio ci sono tre fori dal diametro di 10 centimetri l’uno; se uniti, formano un triangolo rettangolo e la distanza tra i fori fa ipotizzare una dimensione dell’oggetto di circa tre metri per lato. Ma vi è un ulteriore ed insolito dettaglio: benché il terreno sia molto umido (è ottobre e la zona è ricca di vegetazione), la profondità dei tre fori non è omogenea. Uno di essi è in pendenza rispetto agli altri, ma stranamente risulta essere il meno profondo dei tre, come se vi si fosse stato posato un qualcosa capace di stabilizzarne il proprio peso. Infatti il foro in pendenza ha una profondità di 2 centimetri, contro i 2,8 cm e 2,5 cm degli altri 2 fori. Ma non è tutto, perché la mattina dello stesso giorno, Isidoro Ferri si accorge che il cane di guardia non è fuori dalla cuccia, cosa che abitualmente fa, ma al contrario è all’interno e non vuole assolutamente uscire.

Costretto con la forza, l’animale immediatamente rientra. Isidoro nota immediatamente che il cane ha un comportamento insolito: non abbaia più, non vuole più lasciare la cuccia (nemmeno se slegato), come se fosse impaurito. Non solo: da quel giorno si rifiuta di bere e mangiare e nel giro di una settimana muore di stenti. Isidoro Ferri è il solo testimone oculare di tutto il fenomeno, ma nei giorni seguenti, grazie alle indagini dei Carabinieri, arriveranno conferme da parte di altri testimoni residenti nella zona, che racconteranno la presenza di una intensa e anomala luminosità proprio in quella notte in direzione del bosco di Polcanto. E due persone affermeranno di aver visto, verso le 2.30, un oggetto di colore rosso sopra gli alberi. La storia del caso Ferri, tuttora irrisolto, porta con sé numerosi e inquietanti interrogativi – a cominciare dal mancato risveglio del figlio nonostante la forte luminosità che lo investiva, per proseguire con le continue visite dei militari e dei ricercatori, che mai hanno voluto fornire dettagli, e per finire con brutta fine del cane -e contempla anche una situazione di “missing time”: se per l’uomo certi fenomeni sono durati un quarto d’ora, nella realtà tutto ha avuto uno sviluppo di circa due ore.

Piero Zanfretta lascia la terapia intensiva Rino Di Stefano mi ha comunicato gli ultimi sviluppi sulle condizioni di salute di Piero Zanfretta: anche se lo scenario rimane delicato (in particolare per il visus ancora un po’ annebbiato che il nostro amico lamenta), gli sviluppi sono positivi e incoraggianti. Piero ha infatti lasciato l’unità di terapia intensiva e questo è un segnale molto incoraggiante. Non resta che augurargli di cuore di proseguire su questa strada.

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