POETICA DI LUIGI PIRANDELLO

POETICA DI LUIGI PIRANDELLO

POETICA DI LUIGI PIRANDELLO


Il pensiero pirandelliano si basa sul rapporto vita e forma cioè, la vita, mobile, fluida è costretta dal destino burlone a calarsi in forme adottate involontariamente dall’uomo, perché questi quando nasce si trova in un determinato posto per caso per cui è costretto ad assumere determinate forme. Da questo rapporto nasce il relativismo psicologico, che può essere orizzontale e verticale. Il relativismo psicologico orizzontale riguarda il rapporto di un uomo con altri individui; quello verticale è il rapporto che un uomo ha con se stesso.

L’uomo, però, arriva ad un momento della vita che vuole liberarsi dalla forma assunta, per cui l’equilibrio forma/vita si spezza. Di fronte alla vita, infatti l’uomo pirandelliano reagisce in tre modi a seconda del suo temperamento. C’è la reazione Passiva (nel romanzo “Il Fu Mattia Pascal) che la troviamo nei più deboli, incapaci di ribellarsi e si lasciano vivere; c’è quella Ironica – Umoristica (ne “La patente), che è presente negli uomini che si rassegnano alla forma umoristicamente; infine c’è quella Drammatica, (“Uno Nessuno e centomila”) presente negli uomini che non si rassegnano, né reagiscono ma si chiudono in una solitudine disperata che li porta al suicidio o alla pazzia. Il relativismo psicologico verticale dipende non solo dal contrasto con la società, ma anche dal continuo mutamento che assume lo spirito di una persona. Pirandello a causa di questo continuo mutare dello spirito vede l’uomo come “Uno Nessuno e centomila”. È Uno perché è colui che crede di essere, è Nessuno perché non ha personalità fissa, è Centomila per tutte le personalità che gli attribuiscono gli altri.

Il pensiero del Pirandello deriva dalla crisi del Positivismo che determinò la sfiducia nella ragione. Così egli nelle sue opere rispecchia l’incertezza, l’inquietudine e l’angoscia esistenziale. L’Uomo che esce fuori dalle sue opere è Frantumato, e si ritrova sempre solo e diverso dagli altri, ma anche diverso dal proprio io, perché non riesce ad avere una personalità definita.

Pirandello diceva che l’infelicità degli uomini non derivava dalle strutture sociali e dai sistemi politici ma dagli stessi uomini, definiti asociali, mutevoli e ribelli. Egli pervenne ad una concezione pessimistica della vita, a causa delle varie tragedie familiari quali la distruzione delle miniere del padre e la gelosia della moglie che lo perseguitava.

La sua poetica è definita “poetica dell’umorismo”. L’umorismo è per Pirandello il “sentimento del contrario” che nasce dall’azione di due forze che agiscono nell’uomo: il sentimento e la ragione. (esempio signora anziana bionda) Se guardiamo, infatti, gli eventi superficialmente riusciamo a ridere delle situazioni ma se riflettiamo più profondamente riusciamo a cogliere con la ragione le vere cause e allora sentiamo riso-pietà per gli altri.

Secondo lui, quindi, l’unica possibilità di rappresentare il mondo caotico e dominato dal caso nel quale vivono gli esseri umani è quella offerta dall’umorismo, perché, a differenza del comico che muove semplicemente al riso, l’umorismo coglie l’assurdità delle vicende umane, provocando simultaneamente il riso e la pietà.

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