Perché il cioccolato fondente fa bene

Perché il cioccolato fondente fa bene

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di Simona Pascucci | Pubblicato il 21 Marzo 2014 09:20 Back home Print page More Sharing ServicesShare| Share on facebookShare on myspaceShare on googleShare on twitter prossimo articoloDetail-cioccol Buone notizie per i golosi: il cioccolato fondente fa bene alla salute ed ora sappiamo anche perché. I ricercatori della Louisiana State University infatti hanno provato che, mangiando proprio il “cibo degli dei”, alcuni batteri nell’intestino fermentano, favorendo la produzione di composti dalle proprietà antinfiammatorie benefici per il cuore e il sistema cardiovascolare. I risultati sono stati presentati a Dallas durante il 247° Meeting Nazionale della American Chemical Society (ACS). Il gruppo di ricerca ha analizzato tre diverse polveri di cacao utilizzando un modello del tratto digestivo, composto da una serie di provette modificate per simulare la normale digestione. “Abbiamo scoperto che ci sono due tipi di microbi nell’intestino: quelli buoni e quelli cattivi: i microbi buoni, come il Bifidobacterium e i fermenti lattici, quando si mangia il cioccolato fondente, crescono e fermentano, producendo composti che agiscono come antinfiammatori”, ha spiegato Maria Moore, tra i partecipanti allo studio. Questo studio è il primo a esaminare gli effetti del cioccolato fondente sui vari tipi di batteri che si trovano nell’apparato digerente. “Quando i composti buoni vengono assorbiti dall’organismo, diminuiscono l’infiammazione del tessuto cardiovascolare, riducendo così il rischio a lungo termine di ictus”, ha dichiarato John Finley, responsabile della ricerca. Inoltre il ricercatore ha spiegato che la polvere di cacao, ingrediente principale del cioccolato fondente, contiene vari polifenoli, come la catechina e la epicatechina (potenti antiossidanti), e una piccola quantità di fibra alimentare. Questi componenti sono mal digeriti e assorbiti nello stomaco, ma quando raggiungono il colon i microbi buoni prendono il sopravvento. “Nel nostro studio abbiamo scoperto che la fibra viene fermentata e i grandi polifenoli vengono metabolizzati in molecole più piccole, che sono più facilmente assorbite dall’organismo. Proprio questi polimeri più piccoli presentano attività antinfiammatoria”, ha aggiunto Finley. Inoltre sembra che la combinazione della fibra di cacao con i prebiotici aumenti i benefici intestinali. I prebiotici sono carboidrati presenti in alimenti, come l’aglio o la farina integrale, che gli esseri umani non possono digerire ma che i batteri buoni mangiano volentieri. “Quando si assumono prebiotici, la popolazione di microbi intestinali buoni aumenta e supera qualsiasi germe indesiderato, come quelli che causano problemi intestinali”, ha sottolineato Finley, che ipotizza benefici ancora maggiori nel caso si associ il consumo di frutta come i melagrani o le bacche di acai (crescono solo in Amazzonia). Per poter sfruttare al meglio le proprietà dei prebiotici, i ricercatori suggeriscono di produrli sotto forma di integratori alimentari. Ma insieme, per il piacere dei più golosi, va sempre assunta una dose di cioccolata fondente.

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