OLIMPIADI NELL ANTICA GRECIA

OLIMPIADI NELL ANTICA GRECIA

OLIMPIADI NELL ANTICA GRECIA


Le Olimpiadi nell’antica Grecia sono una mescolanza di mito e storia: la nascita sarebbe da attribuire ad un oracolo, la loro scomparsa all’imperatore romano Teodosio.


I Giochi di Olimpia

Nell’antica Grecia erano numerose le feste in cui gare sportive si intrecciavano con cerimonie religiose: i Giochi Pitici, che si tenevano a Delfi in onore del dio Apollo, i Giochi Nemei, celebrati a Nemea in onore di Zeus, i Giochi Istmici, così detti a causa della loro sede, appunto l’istmo di Corinto. Ma nessuna raggiungeva la popolarità e l’importanza dei Giochi che ogni quattro anni riunivano a Olimpia, nell’Elide, regione del Peloponneso, i migliori atleti provenienti da tutte le città greche, comprese le lontane colonie dell’Italia meridionale, della Sicilia, dell’Asia Minore e della Crimea.


Simbolo di pace e unione

Durante lo svolgimento dei Giochi nessuna guerra poteva essere dichiarata e, almeno in via di principio, i conflitti in corso dovevano essere sospesi: in ogni caso atleti e spettatori diretti alle Olimpiadi potevano attraversare anche zone di guerra.

I Giochi Olimpici erano in primo luogo una cerimonia religiosa in onore di Zeus: si svolgevano su un terreno sacro ai piedi del tempio dedicato al dio, che veniva invocato dagli atleti nel corso dell’ importante giuramento di lealtà sportiva, momento principale della giornata di apertura.


Sacro e profano

L’avvenimento presentava anche aspetti mondani, attirando a Olimpia anche attori di strada, saltimbanchi, giocolieri, acrobati, mercanti e venditori di cibo che preparavano sul posto i loro piatti, destinati agli spettatori disposti sotto tende portate da casa o addirittura sistemati a dormire per terra pur di assistere agli incontri sportive.


Gli atleti

Gli atleti,  avevano a disposizione alloggi comodi, locali particolari durante bagni e massaggi, una palestra e una pista per gli allenamenti. Essi, obbligati a concentrarsi a Olimpia già un mese prima dell’inizio dei Giochi, rappresentavano il fiore della gioventù greca.


Le norme di partecipazione

I criteri di ammissione erano rigidi;fino alla trentaseiesima edizione, poterono concorrere soltanto gli aristocratici. In seguito la partecipazione fu allargata a tutti i cittadini greci di condizione libera che non avessero mai subito punizioni. Vi fu anche un progressivo allargamento della regione di provenienza dei concorrenti, agli inizi limitata alla sola Elide; con il passare del tempo, e la crescita di importanza dei Giochi, cominciarono ad arrivare atleti da tutto il mondo greco.


Le gare di corsa

I Giochi Olimpici iniziavano dopo il solstizio d’estate e si protraevano per sei giorni, dei quali il primo e l’ultimo dedicati rispettivamente alle cerimonie di apertura e di chiusura, gli altri alle competizioni vere e proprie. Si iniziava con la corsa, che costituiva la parte centrale dei Giochi.


Il pugilato

La terza giornata era completamente dedicata agli sport di combattimento: il pugilato. Il pugilato era allora uno sport molto diffuso e violento, soprattutto a causa del particolare tipo di guantoni usato. I pugili greci si avvolgevano infatti gli avambracci e le mani in una  armatura fatta di strisce di cuoio e di metallo.


Lotta

I pugni erano assolutamente proibiti negli incontri di lotta; i lottatori, erano completamente nudi e unti d’olio per rendere difficile la presa. Otteneva la vittoria chi riusciva ad assegnare tre schienate all’avversario.

Le gare equestri

Durante la quarta giornata il teatro delle competizioni l’ ippodromo dove si disputavano, in successione, le corse dei carri e quelle dei cavalli.

I proprietari delle principali scuderie erano re, tiranni e comunque personaggi ricchi e importanti,perchè mantenere i cavalli costava molto.


Carri e cavalli

Le corse dei carri e dei cavalli costituivano uno spettacolo di velocità, abilità e azzardo. I cocchieri stavano ritti in piedi a gambe divaricate su carri leggerissimi, impugnando con una mano le briglie e con l’altra la frusta, mentre i cavalieri, nudi, cavalcavano senza sella.


Il pentathlon

La quinta giornata doveva eleggere il più completo tra tutti gli sportivi, il vincitore della gara di pentathlon, specialità composta da cinque prove, nell’ordine: salto in lungo, lancio del giavellotto, corsa, lancio del disco e lotta.


Il momento finale dei Giochi

La manifestazione che concludeva la quinta giornata, era la corsa con le armi. Il giorno seguente si teneva la cerimonia di chiusura, che comprendeva anche la solenne premiazione dei vincitori di tutte le gare. I vincitori ricevevano il  premio e,un grande banchetto, dopo il tramonto, chiudeva la giornata e i Giochi.

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