I MOTI RIVOLUZIONARI NELL’OTTOCENTO

 

I MOTI RIVOLUZIONARI NELL’OTTOCENTO

I MOTI RIVOLUZIONARI NELL’OTTOCENTO


Moti del 20-21. Le società segrete. La formazione della santa alleanza (Russia- Austria- Prussia) ed il suo ruolo di strumento per garantire l’ordine restaurato dal congresso di Vienna, favorisce il nascere della forma della cospirazione. Attraverso organizzazioni segrete, che agivano nella clandestinità, i patrioti cospiravano. Nell’Italia settentrionale le sette principali erano la carboneria (Silvio Pellico), la società dei Sublimi Maestri perfetti (fondata da Buonarroti) la Federazione italiana (Federico Gonfalonieri). Le rivoluzioni scoppiano nei paesi poco sviluppati. La scintilla scocca a Cadice, in Spagna, tra le file dell’esercito, subito sedata dalle truppe francesi. È il turno delle due Sicilie che guidate dal Generale Guglielmo Pepe chiedevano, Napoli la costituzione, e la Sicilia l’indipendenza da Napoli. La rivolta fu sedata dall’Austria. Stessa sorte toccò alla rivoluzione piemontese guidata dall’aristocrazia che chiedeva la costituzione. I Piemontesi furono sconfitti dagli austriaci e dello stesso re Carlo Felice. Unico caso riuscito, la Grecia, che, insorta nel 1821, ottenne l’indipendenza dai turchi con il trattato di Adrianopoli nel 1829. In questo caso, in funzione antiturca erano intervenute la Gran Bretagna, con la Francia e la Russia, desiderose di indebolire l’impero turco. Nella guerra di indipendenza greca morirono liberali e patrioti di tutta Europa, come Santorre di Santarosa e Gorge Byron.

I moti del 30. I moti scoppiano nelle nazioni più avanzate d’Europa. A partire dalla Francia, dove la corona venne offerta a Luigi Filippo d’Orleans, che regnò, “per volontà della nazione” e non per “grazia di Dio”, in modo aperto e liberale e accettò la costituzione che privava il sovrano del diritto di veto sulle leggi emanate dal parlamento. Il Belgio, unito artificiosamente dal congresso di Vienna all’Olanda nel Regno dei Paesi Bassi,, la Polonia, posta sotto il dominio della Russia e l’Emilia romagna, guidata da Ciro Menotti insorsero. Soltanto il Belgio ottenne l’indipendenza, con l’aiuto diplomatico da G.B e Francia. La Polonia venne lasciata a se stessa perché le potenze non volevano mettersi in urto con la Russia. L’emilia Romagna venne ricondotta all’ordine dall’Austria.

Il 1848. Nel giro di pochi mesi tra gennaio e aprile del 1848 in gran parte d’Europa scoppiano rivoluzioni che rovesciarono troni e governi. Sintetizziamo dicendo che alle istanze nazionaliste e indipendentiste tipiche dei primi moti (costituzione, indipendenza e unità nazionale) si intrecciarono richieste più mature che vedevano i conflitti apertisi con la nuova società industriale che avanzava.

Differenze:

Mentre i moti del 20 coinvolgono aree più povere dell’Europa (Spagna, Regno di Sicilia e Grecia), quelle del 30 interessano aree industrializzate (Francia e Belgio). Mentre i moti del 20 nascono da cospirazioni promosse da ufficiali inseriti nell’esercito, quelli del 30 sono promossi dal popolo e dagli intellettuali borghesi. Mentre i moti del 20 falliscono, con esclusione della Grecia, le sorti di Parigi e Bruxelles che ottengono una un regno più liberale, l’altra l’indipendenza dall’Olanda.

Mentre nei moti del 20 e del 30 gli insorti avevano come obiettivi di lotta la costituzione, l’indipendenza e l’unità nazionale, nel 48 il conflitto continuava ad avere questi stessi obiettivi, nelle aree dell’Europa centrale ed in Italia,  ma a questi si affiancavano in nazioni più mature socialmente più avanzato obiettivi che riguardavano e coinvolgevano il movimento socialista ed operaio.

Nel 1848 tre erano i livelli di conflitto, le cui cause affondano nel complesso dei conflitti politici, sociali ed ideologici:

a) tra i vecchi ceti aristocratici e la borghesia industriale e finanziaria egemone economicamente ed intenzionata ad affermarsi anche sul piano politico come classe dirigente contro la vecchia nobiltà;

b) tra la borghesia ed il movimento operaio;

c) tra i popoli soggetti e i dominatori per l’indipendenza nazionale.

Il detonatore la crisi economica del 1846, sviluppatasi a causa di una serie di cattivi raccolti ed una grave malattia della patata che ridusse l’Irlanda alla fame ed alla morte di un milione di contadini. Il rincaro dei generi necessari privò in Europa i poveri dei mezzi di sostentamento, questo provocò una diminuzione della domanda globale e una crisi del settore industriale, con fallimenti dell imprese e licenziamenti di lavoratori.

Il dopo Napoleone Bonaparte:

1815. Il congresso di Vienna e la Restaurazione. Ridisegnare l’Europa in base ai due principi: legittimità ed equilibrio.

Quadro dell’Italia “Restaurata”.

L’Opposizione alla Restaurazione:

Moti del 20-21.

Opposizione alla Restaurazione imposta dal congresso di Vienna del 1815. Richieste: Costituzione e Indipendenza. Mezzo: cospirativo attraverso Società Segrete (Pellico, Maroncelli, Confalonieri). Protagoniste: le aree periferiche e poco sviluppate dell’Europa, Spagna, Sicilia, Piemonte (marzo 1821, Vittorio Emanuele I di Savoia abdica a favore del fratello) e Grecia. Intervento della Santa Alleanzafallimento dei moti (In Italia: arresti di Pellico e Maroncelli) tranne che in Grecia, che ottiene l’indipendenza dai turchi nel 1829.

Moti del 30-31.

Epicentro: Francia e Belgio, le zone più industrializzate d’Europa, e coinvolgimento popolare. Rivoluzione di Parigi: la corona è offerta a Luigi Filippo d’Orleans, il re “borghese” eletto per volontà della nazione → Monarchia liberale).

Moti del 48

Tre i livelli di conflitto: a) tra aristocrazia e borghesia; b) tra borghesia e proletariato; c) tra popoli soggetti e i loro dominatori. La rivolta scoppia a Palermo il 12 gennaio 48. Il re di Napoli, Ferdinando II concede la costituzione e una formale indipendenza della Sicilia. Sul suo esempio tutti gli stati italiani, con l’eccezione di Parma e del Lombardo-Veneto, concedono uno statuto. Dal 4 marzo 1848, lo Statuto di Carlo Alberto rimase in vigore sino al 1° gennaio 1948. Il 17 marzo insorge Venezia e il 18 marzo Milano: le 5 giornate di Milano (il generale austriaco Radetzky si rifugia nel quadrilatero).  L’eco della rivolta  si ripercuote in Francia (= contenuti economici e sociali, deposto Luigi Filippo e proclamata la Seconda Repubblica s’instaura un governo rivoluzionario. Fallimento della rivoluzione ed elezione di Luigi Napoleone) e (per la prima volta) in area tedesca e asburgica. → In Italia: moderati Vs democratici. Iª guerra d’Indipendenza italiana, sotto l’egida piemontese. Sconfitta di Carlo Alberto a Custoza (27 luglio 1848) e a Novara (27 marzo 1849). Carlo Alberto abdica in favore del figlio Vittorio Emanuele II. Sconfitta Brescia, dopo 10 giornate di resistenza agli austriaci. Sconfitta della Sicilia, riconquistata dall’esercito borbonico il 15 maggio del ’49. Restano libere Roma e Venezia. Roma cade in mano ai francesi, chiamati dal papa Pio IX in soccorso e Venezia si arrende stremata da un lungo assedio austriaco. “sul ponte sventola bandiera bianca”. Nell’estate del 1849 le repubbliche democratiche sono tutte cadute.

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