LAMENTO FUNEBRE DI ANDROMACA

 

LAMENTO FUNEBRE DI ANDROMACA

LAMENTO FUNEBRE DI ANDROMACA


Ettore fu ucciso da Achille.
Quest’ultimo aveva dato alla gente di troia 12 giorni per celebrare i funerali dopo di che la guerra sarebbe ricominciata.
Priamo e l’araldo Ideo guidarono il carro, sul quale era posto il cadavere di Ettore, all’interno della città, ma nessuno si accorse che il corpo senza vita sul carro era quello di Ettore, solo Cassandra se ne accorse e cominciò a gridare,
Così la gente si raccolse attorno al carro e Andromaca, Ecuba ed Elena arrivarono per prime sul carro per manifestare il proprio dolore. Priamo piangendo disse ai troiani di raccogliere molta legna. Per 9 giorni i troiani raccolsero legna e all’11 giorno il cadavere di Ettore fu posto in cima alla catasta di legno e fu dato fuoco alla legna.
I troiani si riunirono intorno al rogo piangendo e ricordando le imprese di Ettore. Quando anche l’ultima fiamma fu spenta i troiani raccolsero le ceneri e le misero dentro un’urna d’oro. Così onorarono la sepoltura di Ettore


FUNERALI DI ETTORE

Il vecchio Priamo parlò così al popolo: “Troiani, si prepari la pira. Andate a prendere nel bosco ciò di cui avete bisogno, e non abbiate paura di imboscate. Nel congedarmi Achille mi promise che non avrebbero mosso guerra fino all’alba del dodicesimo giorno.” 
Disse ciò, e in un attimo muli e buoi vennero messi al giogo e uscirono dalle porte della città. Il trasporto dei tronchi durò per ben nove giorni interi. 
Non appena il primo raggio di sole del decimo giorno (all’alba del decimo giorno) piangendo spostarono dal feretro il corpo del valoroso Ettore e, dopo averlo messo sulla pira funeraria, vi appiccarono il fuoco. 
Ricomparsa l’alba (quindi nell’undicesimo giorno) il popolo si raccolse intorno all’alta pira e tutti spensero le braci con molto vino rosso. Poi, spento ovunque il fuoco, i fratelli e gli amici più intimi, col volto rigato di lacrime e sospirando di dolore, raccolsero le ossa bianche, le misero in una teca d’oro e l’avvolsero in un drappo cremisi (rosso vivo). 
Fatto questo, le riposero in una buca che chiusero con delle pietre grandi e pesanti, e innalzarono in fretta un tumulo. 
Intanto le guardie controllavano tutt’intorno, stando attenti a non subire un repentino attacco nemico, prima che l’opera dolorosa volgesse alla fine. Innalzato il sepolcro, tutti se ne andarono, e, radunatisi nella grande e splendida reggia di Priamo, celebrarono il banchetto funebre. 
Questi furono gli onori funebri resi a Ettore domatore di cavalli.


Il pianto di Andromaca

Andromaca essendo rimasta dentro le mura non sapeva ancora che suo marito Ettore era morto,ma le viene il sospetto che stia succedendo qualcosa di brutto quando sente dei pianti in strada. Andromaca,per vedere ciò che sta succedendo nella battaglia si porta in cima alla gran torre della città ed appena visto l’orribile spettacolo,sviene. Quando Andromaca rinviene,si mette a piangere disperatamente per il marito ormai morto. Viene poi assalita dal pensiero del destino che toccherà al figlio, il cui padre,poco tempo prima grande difensore della città di Troia, ormai non è altro che un cadavere.

Il pianto delle donne

Appena il cadavere di Ettore, sconfitto da Achille, viene deposto sul cataletto, i cantori iniziano il canto funebre. A questo punto inizia il pianto delle donne. Andromaca stringe il viso del suo amato Ettore fra le mani, piange e pensa alla misera fine del marito e pensa alla sua sorte e di sua figlio, prevedendo che finiranno entrambi in schiavitù oppure verranno uccisi brutalmente per mano di qualche greco. Segue il pianto della madre Ecuba che guarda teneramente il corpo del figlio, bello, nonostante fosse stato dilaniato dal crudele Achille. Infine Elena piange sul cadavere di Ettore, ricordando la benevolenza che nutrì verso di lei, nonostante lei fosse la causa della guerra e di tutte le miserie dei Troiani.

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