LA VITA NEL PALEOLITICO

LA VITA NEL PALEOLITICO

LA VITA NEL PALEOLITICO


Nel Paleolitico inferiore l’uomo (Vedi Australopithecus, Homo habilis e Homo erectus) raccoglieva vegetali o avanzi di animali, mentre durante il Paleolitico medio e superiore si dedicò soprattutto alla pesca e alla caccia con strumenti più specializzati. Le prede erano solitamente costituite da cavalli, bisonti, cervi, capre e antilopi, a seconda della regione e del clima, e più raramente da mammut, sebbene l’opera dell’uomo abbia certamente contribuito alla scomparsa di queste grandi specie. Nelle pianure nordamericane i bisonti venivano talvolta spinti in massa in gole senza uscita e lì venivano uccisi.
Si ritiene che le popolazioni fossero nomadi e si spostassero con gli animali che cacciavano o seguendo il ciclo delle stagioni. Nel Paleolitico inferiore vivevano prevalentemente in accampamenti provvisori formati da frangivento o da rozze capanne delle quali si è trovata traccia in siti all’aperto e lungo i fiumi, e talvolta in caverne, come a Zhoukoudian in Cina o Tautavel in Francia. Successivamente caverne e rifugi di roccia sostituirono quasi completamente gli insediamenti all’aperto, anche se sono stati individuati resti di tende e, nell’Europa centrorientale, resti di capanne costruite con ossa di mammut.
L’uso del fuoco risale a 1.500.000 anni fa e nel Paleolitico medio e superiore i focolari erano diffusi in tutti gli insediamenti. Il fuoco fu usato dapprima per ottenere luce e calore e come difesa contro gli animali, in seguito per la cottura dei cibi, e infine per rendere più facilmente lavorabile la selce, per cambiare il colore dei pigmenti minerali e, in alcune aree, per cuocere statuette e vasi d’argilla.
Le prime testimonianze di pratiche funerarie risalgono al Paleolitico medio; tuttavia, ad Atapuerca (in Spagna), trentacinque scheletri umani preneanderthaliani rinvenuti in un pozzo parrebbero attribuibili a un rito funebre avvenuto circa 300.000 anni fa, ipotesi confermata anche dall’assenza di utensili (che indicherebbero un insediamento) e di ossa animali o segni di scontri (che mostrerebbero essersi trattato di vittime di predatori). Nel Paleolitico superiore le sepolture divennero più elaborate, con presenza di ocra rossa, corredi funerari, utensili, decorazioni e talvolta perle, mentre la più antica cremazione di cui si ha notizia risale a 26.000 anni fa in Australia.

Sono documentati alcuni rudimentali reperti artistici attribuibili al Paleolitico medio e persino inferiore, come la statuina di Berekhat Ram (Israele), ma è nel Paleolitico superiore che l’arte figurativa apparve in ogni continente, con pitture e incisioni rupestri e parietali o con oggetti intagliati e scolpiti (uova di struzzo, corno, ciottoli, conchiglie). Vedi anche Arte paleolitica

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