LA STRUTTURA DELL’ILIADE

 

LA STRUTTURA DELL’ILIADE

LA STRUTTURA DELL’ILIADE


Il poema racconta in più di 15.000 versi esametri, raccolti dai grammatici alessandrini nel III secolo a.C. in 24 libri, gli avvenimenti accaduti durante 51 giorni del decimo e ultimo anno dell’as­sedio della città di Troia o Ilio (da cui il nome llia­de al poema). Non vengono narrati né l’inizio della guerra né gli anni seguenti e l’opera termina prima della conquista della città da parte degli Achei.

Gli avvenimenti descritti nell’lIiade si svolgono nell’arco di 51 giorni, sono raccontati secondo l’ordine cronologico (l’intreccio coincide con la fabula), anche se la narrazione fa largo uso di sommari, ellissi, digressioni, e il ritmo della narrazione risulta estremamente vario: ad esempio il primo e l’ultimo libro coprono ciascuno 20 giorni, mentre dal II al VII, come anche dall’XI al XVIII, si narrano eventi accaduti in un solo giorno.

Gli avvenimenti sono organizzati attorno a tre nuclei tematici:

1)  La contesa fra Achille e Agamennone e il ritiro di Achille dai combattimenti (libri I-X);

2)  La morte di Patroclo per mano di Ettore (libri XI-XVIII);

3)  Il ritorno in battaglia di Achille e la morte Ettore (libri XIX-XXIV).

La contesa e il ritiro di Achille (libri I-X)

 

Libro I: giorni 1°- 21°.

giorni dal 1° a 9°             – Apollo manda la pestilenza nel campo greco per vendicare l’oltraggio di Agamaennone al suo

sacerdote Crise;

giorno 10°                         – Consiglio dei Greci: Calcante speiga le ragioni dell’ira di Apollo; contesa fra Achille e Agamennone; Achille si allontana dal campo di battaglia.

giorni dall’11°al 20°     -Teti sale all’Olimpo e attende Giove che si trova presso gli Etiopi.

giorno 21°                         – Giove promette a Teti di vendicare l’orgoglio ferito di  Achille: i Greci avranno bisogno di lui.

Libri II, 67 – VII, 514: giorno 22°

giorno 22°                         – Sogno di Agamennone: l’inganno di Giove. Assemblea dei Greci: Tersite. Rassegna delle forze greche e troiane. Elena.

– Il duello fra Paride e Menelao. Violazione della tregua: prima battaglia. Eroismo di Diomede; mancato duello fra Diomede e Glauco. In­contro di Ettore ed Andròmaca alle porte Scee. Duello fra Ettore e Aiace.

Libro VII, 515 – fine : giorni 23° e 24°

 

giorni 23°e 24°                 – Tregua per seppellire i caduti. I Greci costruiscono un muro a difesa delle navi.

Libri VIII – X: giorno 25°

giorno 25°                         – Seconda battaglia: vittoria troiana.

nella notte                         – I capi greci a consiglio nella tenda di Agamennone. Ambasceria ad Achille e orazione di Ulisse;

rifiuto di Achille e intervento di Aiace. Ulisse e Diomede verso il campo nemico. Dolone.

La morte di Patroclo (LIBRI XI-XVIII)

Libri XI – XVIII: giorno 26°

giorno 26°                          – Terza battaglia: l’eroismo di Aiace; i Troiani arrivano sino alle navi greche;

l’aiuto di Giunone e Nettuno ai Greci e l’inflessibilità di Giove; in­tervento e morte di Pàtroclo;

salvataggio della salma di Patroclo; il dolore di Achille; Teti e la promessa di nuove armi.

nella notte                          – Vulcano fabbrica le armi di Achille;

3)   Il ritorno di Achille (libri XIX-XXIV)

Libri XIX – XXIII: giorno 27° – 29°

giorno 27°                         – Teti consegna le armi ad Achille. Rappacificazione fra Achille e Agamennone.

Quarta battaglia. Duello fra Enea ed Achille; Achille contro i Troiani e contro il fiume Xanto; duello fra Ettore e Achille; morte di Ettore; il dolore d Priamo, Ecuba e Andromaca.

giorni 28° e 29°                 – gli onori funebri per Patroclo;

Libro XXXIV: giorni 30° – 51°

giorni 30° – 39°                 – Achille lascia insepolto il cadavere di Ettore;

notte del giorno 39°         – Priamo guidato da Mercurio si reca da Achille che gli rende il corpo di Ettore e 11 giorni di tregua;

giorni 40° -51°                  – Onori funebri per Ettore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


I PERSONAGGI DELL’ILIADE

 

La società raffigurata è di tipo aristocratico, in cui il ruolo di primo piano spetta agli aristoi, i migliori (i nobili, ossia gli eroi). Gli dei greci sono antropomorfi e hanno gli stessi vizi e le stesse virtù degli uomini.

Al di sopra di tutti c’è il Fato, il destino, che costituisce una forza ineluttabile, contro cui non si può combattere, e contro la quale neppure Zeus e gli altri dei possono fare nulla.

Assistenti del Fato sono le Moire o Parche (Làchesi, che fila, Cloto, che regge il filo, ed Atropo, che taglia: sono coloro che assegnano la parte, meros, di vita ad ogni individuo).

E’ interessante osservare che nell’Iliade ogni persona diviene profeta al momento della morte.

I Greci

Agamènnone: figlio di Atrèo (e quindi Atride), re di Micene, coman­dante supremo, partecipa alla spedizione contro Troia con 100 navi.

 

Menelao: fratello di Agamennone, re di Sparta, partecipa alla spedizione con 60 navi.

Achille: figlio di Peleo (Pelide) e della Nerèide Teti, proviene dalla Tessaglia (Ftia) e partecipa alla spedizione a capo dei Mirmidoni con 50 navi.

Pàtroclo: figlio di Menezio, più vecchio di Achille, è il suo inseparabile amico.

Fenìce: è l’affezionato pedagogo di Achille.

 

Aiace: figlio di Telamone (Telamònio), re di Salamina, guerriero imponente; partecipa alla spedizione con 12 navi; si scontra in duello con Ettore.

 

Aiace: figlio di Oilèo (Oilèo), re della Locride, partecipa alla spedizione con 40 navi.

 

Diomède: figlio di Tidèo (Tidide), re di Argo; guerriero forte e spregiudicato; partecipa alla spedizione con 80 navi.

 

Ulisse: figlio di Laèrte (Laerziade), re di Itaca; astuto e diplomatico; partecipa alla spedizione con 12 navi.

 

Nèstore: il più vecchio, re di Pilo, testimone della generazione eroica precedente; partecipa alla spedizione con 90 navi.

 

 

I Troiani

Priamo: figlio di Laomedonte, ultimo re di Troia, padre di 50 figli e 50 figlie, una ventina dei quali avuti dalla moglie Ecuba.

 

Ecuba: moglie di Priamo, regina di Troia.

 

Paride: figlio di Priamo, il rapitore di Elena.

 

Ettore: figlio di Priamo, marito di Andròmaca e padre di Astianatte.

 

Andromaca: moglie di Ettore.

 

Cassandra: figlia di Priamo, sacerdotessa, in grado di prevedere il futuro.

 

Polidamante: interprete di prodigi e saggio consigliere di Ettore.

 

Enea: figlio di Anchise e di Venere, re dei Dàrdani, altra popola­zione della Tròade.

 

Sarpedonte: figlio di Giove e di Laodamìa, principe dei Lici, alleati dei Troiani; muore in battaglia.

 

Glauco: figlio di Ippòloco, cugino di Sarpedonte, è un altro principe dei Lici.

Gli dei

– Dalla parte dei Greci sono schierati:

Atena ed Era, perché offese dalla scelta di Paride.

Poseidone, perché aveva contribuito alla fondazione di Troia, ma non aveva ricevuto la ricompensa pattuita da Laomedonte, padre di Priamo.

Efesto, marito di Afrodite; fabbrica le armi di Achille.

Teti, perchè madre di Achille.

Dalla parte dei Troiani sono schierati:

Afrodite, perché scelta da Paride come la più bella fra le dee.

Ares, parteggia per i Troiani ma con scarso successo; verrà addirittura ferito da Diomede.

Latona con i figli Artemide e Apollo, perché i Greci hanno rapito Criseide, figlia del suo sacerdote Crise.

Scamandro, dio-fiume protettore di Troia; sarà domato da Achille.

Zeus, perché i Troiani discendono da suo figlio Dardano, ma deve sottostare al Fato che ha decretato la fine della città.

 

LE TRADUZIONI

 

La prima celeberrima traduzione dell’Iliade è quella pubblicata nel 1810 da Vincenzo Monti (1754-1828) in versi endecasillabi sciolti, magniloquente e molto sugge­stiva nelle scelte formali e lessicali, secondo i canoni del neoclassicismo allora in voga, ma assai libera rispetto all’originale (Monti non conosceva il greco, e Ugo Foscolo lo definì il “traduttor dei traduttor d’Omero”).

Altrettanto famose le traduzioni parziali di Ugo Foscolo (1778-1827), Giovanni Pascoli (1855-1912) e Salvatore Quasimodo (1901­-1968), quest’ultima in versi liberi e più vicina a noi per la maggior semplicità di metro e struttura.

 

Nel corso del Novecento sono state redatte molte traduzioni del poema: alcune conservano un livello stilistico elevato, come quella in prosa di Nicola Festa (Sandron, 1919) e quella in versi di Ettore Romagnoli (Zanichelli, 1924); altre, invece, in versi liberi, sono più legate alla lingua quotidiana, come quelle di Rosa Calzecchi Onesti (Einaudi, 1950) e Guido Vitali (Paravia, 1952).

 

Le traduzioni più recenti sono quella in prosa di Giuseppe Tonna (Garzanti, 1974) e Maria Grazia Ciani (Marsilio, 1990), e quelle in versi liberi di Giovanni Cerri (BUR, 1996), Guido Paduano (Einaudi, 1997) e Mario Giammarco (Newton, 1997).

 

Della traduzione di M.G. Ciani si è servito Alessandro Baricco per una riduzione del poema che ha suscitato molto scalpore (Omero, Iliade, Feltrinelli, 2004).

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