La nuova tassa sugli smartphone

La nuova tassa sugli smartphone

Yahoo Finanza – lun 3 feb 2014 12:30 CET
Una nuova tassa sta per colpire i consumi hi-tech degli italiani. Non si salva niente: laptop, computer, hard disk, chiavette Usb, decoder. E ovviamente smartphone e tablet. In pratica qualunque dispositivo che contenga un archivio. Le cifre non sono da poco, per tablet e smartphone sono 5,20 euro, per i decoder (da 400 Gb di memoria interna) si può arrivare a 32,20 euro. Per le chiavette Usb pagheremo 10 centesimi per ogni Giga (fino a un massimo di 9 euro), per i computer 6 euro, per gli hark disk esterni 12,88 euro. Aumenti che vanno a incidere anche sull’Iva, arrivata nel frattempo al 22%. Insomma, un bel colpo per gli appassionati di tecnologie. Al momento il balzello non è ancora effettivo, l’ultima parola sarà del ministro di Beni, Attività culturali e Turismo Massimo Bray, che sta ascoltando i vari attori di questa faccenda, e forse aspetta di capire che tipo di riscontro avrà nell’opinione pubblica (vedi l’inciampo di un mese fa sulla Web Tax).

Ma cosa andiamo a pagare con questa nuova tassa? Si tratta della rideterminazione dei compensi per copia privata. Il protagonista di questa decisione è la Siae (Società italiana autori editori): la tassa ci dà infatti il “diritto” di effettuare una copia personale di registrazioni tutelate dal diritto d’autore. In pratica, si paga una tassa per avere la possibilità di copiare prodotti di cui siamo già legittimi proprietari (come ad esempio passare le canzoni di un cd che abbiamo comprato in un negozio su un lettore mp3). L’autore, questo il ragionamento della Siae, non ottiene un guadagno per quella copia ulteriore della sua opera, che viene però compensato da questa tassa. Dettaglio importante: non si sa ancora come verranno distribuiti gli importi di questa imposta tra i destinatari finali, ovvero gli autori.

L’imposta, in verità, già esisteva, ma con una modulazione completamente diversa. Ad esempio, fino ad oggi pagavamo 90 centesimi sui cellulari, niente sui tablet. Un aumento che in alcuni casi quindi supera il 500%. Ma con alcune varianti singolari. La categoria cellulari è stata divisa in due. Gli smartphone, per i quali la tassa sale da 90 centesimi a 5,20 euro. E i cellulari con i tasti (i modelli più vecchi insomma) per i quali la tassa scende da 90 a 50 centesimi. A prevedere l’adeguamento della tassa era un Decreto del 2009, ma già le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra per questo incremento che giudicano sproporzionato. Secondo i calcoli fatti dai media (ad esempio dal Corriere) risulta che la tassa frutterà circa 200 milioni di euro solo nel 2014.

Lascia un commento