LA MANDRAGOLA ANALISI DEL TESTO

 

LA MANDRAGOLA ANALISI DEL TESTO

LA MANDRAGOLA ANALISI DEL TESTO


ANALISI DEL TESTO
“La lettera al Vettori”
Nel primo paragrafo emergono il pessimismo e l’amarezza di Machiavelli (“chi lascia i propri
comodi per fare quelli degli altri, so che perde i suoi, e di ciò che fa per gli altri non riceve alcuna
gratitudine”), che tende sempre a ricavare le esperienze universali dall’esperienza diretta.
Emergono inoltre riflessioni sul problema della fortuna, riflessioni che mostrano un Machiavelli
remissivo, a differenza del Machiavelli del “Principe”, nei confronti della fortuna. Questo suo
comportamento è dovuto al fatto che nella lettera privata si riflettono maggiormente le situazioni
personali rispetto ad un’opera destinata alla pubblicazione. Tuttavia la remissività di Machiavelli
non è totale, infatti egli, capendo che non la può contrastare adatta i propri comportamenti ai tempi.
Nel secondo paragrafo Machiavelli inizia la descrizione della sua giornata (il taglio del bosco, le
liti, i contrasti con gli amici sull’acquisto delle legna). Nella descrizione, che a primo impatto può
sembrare comica, si manifesta tutta l’amarezza di Machiavelli (“prima affari di stato ed ora cose
plebee”). Nel descrivere la sua giornata Machiavelli descrive minuziosamente tutto.
Quest’operazione viene utilizzata dal poeta sia per far risaltare la sua degradazione sociale, sia per
far risaltare, quando la fortuna tornerà dalla sua parte, il suo riscatto.
Un’altra importante operazione che Machiavelli compie durante la sua giornata è quella
dell’ingaglioffamento cioè trascorrere diverse ore senza dare nulla (“giocando all’osteria con gente
plebea”).
Tutto questo periodo però consente a Machiavelli di entrare nei dettagli del reale, operazione che gli
risulterà utilissima per accumulare quell’esperienza su cui fondare le riflessioni politiche.
Nel paragrafo seguente Machiavelli descrive il suo riscatto giornaliero che avviene quando, alla
sera, attraverso la lettura degli autori antichi, Machiavelli si “spoglia” di quei panni che gli
ricordano il resto del giorno (panni pieni di fango) per vestirsi “condecentemene”. Lo stesso
Machiavelli afferma di passare dai “pidocchi alle antiche corti”. Attraverso l’operazione di lettura
Machiavelli entra in contatto con gli autori antichi trasferendosi in un’altra dimensione, immune
dagli attacchi della fortuna avversa (“non sento alcuna noia, dimentico tutti gli affanni, non ho
paura della morte”).
Nell’ultimo paragrafo emerge un’attenta analisi del reale compiuta da Machiavelli; quest’analisi
consente di valutare i pro ed i contro di una sua eventuale visita all’amico Vettori a Roma; consente
di valutare i vantaggi e gli svantaggi nel dedicare “Il principe” a Giuliano de’ Medici.

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