LA CIVILTÀ ROMANA

LA CIVILTÀ ROMANA

Dopo gli Etruschi una nuova civiltà è sorta
Scopro le parole nell’Italia centrale: la civiltà romana. Nel 753 a.C. alcuni villaggi sulle rive del fiume Tevere avevano deciso di unirsi e di formare una civiltà.
Essere padroni dei commerci vuol dire che i Romani erano quasi i soli a poter commerciare nel mare un’unica città.

  1. Mediterraneo e controllavano tutto- Questa città è stata chiamata Roma: Infatti i Romani con un forte esercito sono riusciti a sottomettere:

    prima tutti i popoli del Lazio,

    poi tutta l’Italia.
    Dopo la conquista dell’Italia, i Romani sono diventati ancora più potenti:

    sono diventati padroni dei commerci nel Mediterraneo,

    hanno conquistato la Grecia,

    hanno conquistato gran parte dell’Europa.
    Nel momento della sua massima espansione l’Impero romano comprendeva:

    a nord una parte dell’Inghilterra,

    a sud tutta l’Africa settentrionale,

    a ovest la Spagna e il Portogallo,

    a est una parte della Germania, dell’Ungheria e della Romania,

    a sud-est la Mesopotamia, la Palestina e la Fenicia.
    ________________

LA CIVILTÀ ROMANA
La storia degli antichi Romani è divisa in tre periodi. Ogni periodo corrisponde a un tipo di governo diverso. I tre periodi stabiliti dagli storici sono:

753 a.C. – 509 a.C. Periodo monarchico

509 a.C. – 31 a.C. Periodo repubblicano

31 a.C. – 476 d.C. Periodo imperiale
________________

________________

Una leggenda racconta come è nata Roma. Gli scrittori romani narrano che due fratelli gemelli, Romolo e Remo, hanno fondato la città di Roma. I due gemelli sono abbandonati in una cesta sulle rive del fiume Tevere. Una lupa raccoglie e allatta Romolo e Remo. La lupa è diventata il simbolo della città di Roma; puoi vedere una statuetta della lupa che allatta i gemelli a pagina 49 del tuo libro.

Poi un pastore alleva i due gemelli come figli. Quando diventano adulti, Romolo e Remo decidono di fondare, costruire, una città. Ma come possono sapere se deve comandare la città Romolo o Remo? Per decidere quale di loro due deve diventare re si affidano alla volontà degli dèi (cioè cercano di capire che cosa vogliono gli dei); perciò guardano il cielo: vince il gemello che vede più avvoltoi. Romolo vince, ma Remo non accetta di avere perso e sfida il fratello. Romolo uccide il fratello e diventa il primo re di Roma. La storia Gli storici dicono che nel Lazio abitavano molte comunità, cioè gruppi, di Latini. Una delle comunità tra l’VIII e il VI secolo a.C., aveva costruito dei villaggi su sette colli che erano vicini alla foce del Tevere; osserva la carta a pagina 49 del tuo libro. Da questa piccola comunità ha avuto origine la città di Roma. Nel punto dove è stata fondata Roma il fiume poteva essere attraversato facilmente.

Da quel punto passavano le vie commerciali che collegavano le città degli Etruschi (che vivevano in Toscana), con alcune ricche città della Magna Grecia (che si trovavano in Campania). Le persone che abitavano dove è nata Roma potevano controllare i commercianti che passavano per quella via. Questa possibilità ha spinto i villaggi a unirsi e a formare Roma.


 

[wp_bannerize group=”scuola” limit=”1″]

La civiltà romana IL PERIODO DELLA MONARCHIA

I re hanno governato Roma tra l’VIII e il VI secolo a.C. Molti dicono che i re sono stati sette, alcuni di origine latina, altri di origine etrusca. In realtà, gli storici pensano che i re sono stati molti di più. Poiché non ci sono più i documenti di quell’epoca, non è possibile conoscere tutti i loro nomi. I re erano a capo dell’esercito ed erano anche la più importante autorità religiosa, cioè erano a capo dei sacerdoti. Quando doveva prendere le decisioni più importanti, però, il re era aiutato dal Senato. Durante il periodo della monarchia i cittadini di Roma erano uomini liberi ed erano divisi in due classi sociali: i patrizi, che erano i nobili, e i plebei. I patrizi erano proprietari di terreni agricoli (campi da coltivare), pascoli, mandrie e greggi.
Scopro le parole Se scoppiava la guerra i patrizi erano obbligati a formare l’esercito, cioè dovevano andare a combattere. I plebei erano agricoltori, artigiani e commercianti. Erano uomini liberi, ma non potevano partecipare al governo della città, e non poteva- no eleggere il re. La monarchia è durata fino al 509 a.C. In quell’anno i patrizi e il Senato hanno cominciato a governare Roma al posto del re: è iniziato così il periodo della repubblica.


 

La civiltà romana IL PERIODO DELLA REPUBBLICA

Il Senato ha governato Roma durante il periodo della repubblica, che è durato circa 400 anni. Il Senato prendeva le decisioni più importanti, discuteva e approvava le leggi, cioè decideva se erano giuste e ordinava di farle rispettare. Il Senato eleggeva due consoli, che restavano in carica un anno; i consoli avevano il compito di comandare l’esercito e di far rispettare le leggi. In questo periodo Roma ha allargato i propri domini, cioè ha aumentato le terre sulle quali comandava:

si è alleata con le città e le regioni confinanti.
Alla fine il territorio che Roma governava comprendeva tutta l’Italia, una buona parte dell’Europa, del Medio Oriente e dell’Africa settentrionale. I territori che facevano parte dei domini romani erano chiamati province. Durante la repubblica i patrizi hanno continuato a governare; in questo periodo, però, anche i commercianti e gli artigiani più ricchi erano diventati molto importanti. Per questo motivo ci sono state gravi tensioni, cioè problemi che hanno creato nervosismo e lotte fra patrizi e plebei. Perciò i plebei hanno proposto alcune riforme, cambiamenti, e hanno nominato i loro rappresentanti, cioè delle persone che avevano l’incarico di difendere loro interessi: i tribuni della plebe. I tribuni sono riusciti a far scrivere le leggi: in questo modo le leggi erano uguali per tutti perché non potevano essere cambiate da una volta all’altra.


 

 

La civiltà romana IL PERIODO DELLE GUERRE CIVILI

Tiberio e Caio Gracco e la riforma agraria Il conflitto, cioè lo scontro, fra patrizi e plebei e la lotta per il potere di alcuni generali romani hanno fatto scoppiare una serie di guerre civili che sono state una delle cause della fine della repubblica. Particolarmente importante è stata la vicenda dei tribuni Tiberio e Gaio Gracco. I due tribuni erano i rappresentanti della plebe e avevano proposto una riforma agraria: le terre che erano state conquistate durante le guerre dovevano essere distribuite ai contadini più poveri e non ai patrizi ricchi. Ma il Senato era contrario. I senatori per questo motivo si erano messi d’accordo, in segreto, per uccidere i due fratelli. Durante un’assemblea nella piazza del Campidoglio, Tiberio era stato assalito da un gruppo di uomini armati e trucidato, cioè ucciso in modo molto crudele, insieme a 300 suoi sostenitori, le persone che erano d’accordo con lui. Caio Gracco, per non cadere nelle mani dei suoi nemici, si era fatto uccidere da un suo schiavo.


 

 

La civiltà romana

Giulio Cesare Il periodo repubblicano è finito a causa del console romano Caio Giulio Cesare.
Ma chi era Cesare?
Cesare era nato nel 100 a.C. in una famiglia patrizia, era diventato console nel 60 a.C. Mentre era capo dell’esercito, in dieci anni, Cesare ha conquistato tutta la Gallia francese, una parte della Germania e dell’Africa settentrionale e ha cercato di invadere, conquistare, anche l’Inghilterra. Poiché Cesare era diventato troppo potente, il Senato voleva togliere il potere a Cesare. Per questo motivo c’è stato un nuovo periodo di guerre civili: gli eserciti di Cesare hanno combattuto con gli eserciti del Senato di Roma. Alla fine Cesare ha sconfitto tutti quelli che erano contro di lui ed è ritornato a Roma da vincitore. Così il Senato ha dovuto proclamare Cesare re e ha abolito la repubblica. Durante gli anni del suo governo, Cesare ha fatto approvare delle leggi. Secondo queste leggi le terre conquistate da Cesare dovevano essere date ai suoi soldati e ai piccoli proprietari che avevano bisogno di campi da coltivare. Ma nel 44 a.C. un gruppo di senatori ha assassinato Cesare. I senatori infatti non volevano un capo che governava da solo su tutti i grandissimi territori conquistati da Roma.


La civiltà romana IL PERIODO DELL’IMPERO

I senatori volevano togliere il potere a Cesare per- ché era troppo potente. L’esercito e gran parte del popolo seguivano gli ordini di Cesare.

Per questo motivo alcuni senatori organizzano una congiura, cioè un patto segreto, per uccidere Cesare. Ma anche dopo la morte di Cesare i sena- tori non riescono a riprendere il potere. Infatti Ottaviano, il figlio adottivo di Cesare (non nato da Cesare ma scelto per diventare suo figlio, suo successore), prende tutto il potere. Dopo avere sconfitto i suoi rivali, i suoi nemici, Ottaviano si fa nominare imperatore. Prima di Ottaviano, per più di cinque secoli, alcu- ne cariche di governo importanti erano suddivise tra più persone. Poi Ottaviano prende per sè anche tutte queste cariche di governo: l’imperatore è anche tribuno della plebe, giudice, comandante supremo e pontefice massimo (capo religioso). Ottaviano ha anche il titolo di Augusto, che vuol dire “divino”. Gli storici dicono che l’anno 31 a.C. è la data d’inizio del periodo dell’impero. Per controllare meglio il grande impero, Ottaviano Augusto nomina come governatori delle varie province solamente uomini di sua fiducia. Sotto il suo governo c’è un periodo di relativa pace. Augusto fa edificare, costruire, e restaurare (cioè riportare alla forma iniziale, ricostruire) monumenti, templi e piazze a Roma. Fa, inoltre, costruire città nelle province e anche nei luoghi dove si trovavano importanti insediamenti militari. In questo modo molte persone, anche di altri Paesi, conoscono e imparano la lingua latina e la civiltà romana.


 

La civiltà romana

I successori di Augusto hanno reso ancora più forte il potere imperiale. Infatti l’imperatore è diventato una divinità, un dio, che deve essere venerata. Nessuno può opporsi al suo potere, se si oppone è ucciso.

La successione avviene inizialmente di padre in figlio, ma a partire dal II secolo d.C. è usato il metodo dell’adozione: cioè l’imperatore sceglie il suo successore. In questo modo anche i cittadini delle pro- vince potevano aspirare alla carica imperiale, cioè sperare di diventare imperatori. L’imperatore Traiano, per esempio, era di origine spagnola, mentre Diocleziano proveniva dalla Dalmazia (il territorio che ora si chiama Croazia). All’inizio del II secolo l’impero raggiunge la sua massima espansione con la conquista della Britannia, della Dacia (la Romania), dell’Armenia e della Mesopotamia.


 

La civiltà romana

La cittadinanza romana Avere la cittadinanza romana vuol dire esse- re un cittadino di Roma. Le persone che avevano la cittadinanza avevano dei doveri, per esempio dovevano pagare le tasse o fare il servizio militare, ma avevano anche alcuni diritti: per esempio il diritto di essere giudicati e processati secondo le leggi dello Stato e il diritto di accedere alle cariche pubbliche, cioè la possibilità di diventare dipendente dello Stato. Le persone che vivevano in Italia nell’88 a.C. avevano avuto la cittadinanza romana. In seguito, tutti gli abitanti delle province dell’Impero aspiravano ad avere la cittadinanza romana. Nel 212 d.C. l’imperatore Caracalla concede anche a tutti coloro che vivono nelle province la cittadinanza romana.

http://lasuposta.altervista.org/

Lascia un commento