INVERSIONE DEL CAMPO MAGNETICO TERRESTRE

INVERSIONE DEL CAMPO MAGNETICO TERRESTRE

Diversi satelliti e osservatori magnetici hanno registrato significative variazioni nel campo magnetico della Terra: alcune zone mostrano un forte indebolimento, mentre in altre si registra un rafforzamento. Secondo gli esperti, questi dati mostrano che il nostro pianeta è entrato in una fase che porterà alla completa inversione dei poli magnetici entro i prossimi cento anni.


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Il campo magnetico terrestre sta subendo cambiamenti significativi e il Sud Africa ha un posto in prima fila nell’osservazione del fenomeno.

I dati mostrano l’approssimarsi di una completa inversione del campo magnetico della Terra, che dovrebbe realizzarsi in tempi decisamente lunghi.

Quando il fenomeno sarà completo, ci saranno alcune conseguenze sulla vita di tutti i giorni: le bussole che una volta segnavano il nord cominceranno a indicare il sud e i nostri sistemi di navigazione dovranno essere ricalibrati.

Anche la vita degli animali potrebbe subire notevoli sconvolgimenti, soprattutto le specie che utilizzano il campo magnetico per orientarsi durante le migrazioni, come gli uccelli, le balene e gli squali, che certamente avranno difficoltà a migrare lungo i loro percorsi abituali.

Il Sud Africa godrà di una posizione privilegiata nel monitoraggio del processo, dato che si trova tra le due aree che hanno fatto registrare i maggiori cambiamenti nel campo magnetico. In particolare, la regione in cui i satelliti tra il 1980 e il 2001 hanno fatto registrare il maggior calo si trova appena a sudovest di Città del Capo: meno 8%.

Al contrario, in una regione dell’Oceano Indiano, a sudest del Sud Africa, si è registrato il maggior incremento pari al 3%. Fonti dell’Osservatorio magnetico di Hermanus, uno dei quattro del paese, rivelano che il campo magnetico è diminuito di oltre il 20% a partire dal 1941.

“L’area di maggiore diminuzione del campo magnetico è più vicina al Sud Africa rispetto al resto delle regioni abitate del pianeta”, spiega il dottor Piere Cilliers, ricercatore presso la South African National Space Agency (SANSA).

“Questo perchè l’area più debole della magnetosfera insiste sopra l’Oceano Atlantico”. Questa zona, infatti, è chiama ‘Anomalia del Sud Atlantico’ (SAA) e si estende dal Sud Africa verso ovest, fino a lambire il mare del Sud America.

L’Anomalia del Sud Atlantico o SAA (South Atlantic Anomaly) è una zona del campo geomagnetico caratterizzata da un valore di intensità magnetica inferiore rispetto al campo medio generato dal pianeta.

Secondo gli esperti, l’anomalia è causata dalla presenza di correnti elettriche che fluiscono all’esterno del nucleo fuso del pianeta, a circa 3 mila chilometri di profondità, in direzione opposta alla magnetosfera.

 

Le dimensioni della SAA sono cresciute notevolmente nel corso degli ultimi 400 anni. I ricercatori ritengono che l’anomalia sia un effetto secondario dell’inizio di un’inversione magnetica.

Gli studi esistenti sull’argomento riportano come una delle varie cause dei cambiamenti dei confini della SAA dalla sua scoperta ad oggi il lento indebolimento del campo magnetico terrestre.

Quello che è certo è che il campo magnetico si sta indebolendo e dato che l’inversione di polarità si verifica ogni centinaia di migliaia di anni, nessuno è in grado di prevedere in che modo influenzerà la vita sulla Terra.

Come riporta l’Indipendent, il dottor Pieter Kotze, un altro ricercatore del SANSA, ritiene che le persone con pelle sensibile siano più esposte al fenomeno, dato le particelle energetiche provenienti dallo spazio saranno in grado di penetrare l’atmosfera a quote molto più basse del normale. Il campo magnetico terrestre, infatti, durante l’inversione di polarità potrebbe indebolirsi tra il 10% e il 20% rispetto alla sua attuale intensità.

Tuttavia, anche se il campo magnetico della Terra si indebolirà, l’atmosfera della Terra agirà comunque come strato protettivo primario. Il ricercatore ha specificato che le grandi estinzioni di massa non hanno mai conciso con le inversioni di polarità, ritenendo così che gli effetti sulla Terra non saranno catastrofici.

E’ impossibile dire con certezza quando l’inversione di polarità sarà completa, e nemmeno quanto tempo durerà il processo. Kotze ha spiegato che le simulazioni al computer hanno rivelato che potrebbero volerci dai 3 mila ai 5 mila anni per completarsi.

In un’intervista rilasciata alla BBC, il dottor David Whitehouse ha detto: “Questi eventi si verificano ogni 250 mila anni circa. Tuttavia, l’ultima inversione si è verificata 750 mila anni fa, quindi siamo decisamente in ritardo”.

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