IMMANUEL KANT APPUNTI SCUOLA

IMMANUEL KANT APPUNTI SCUOLA

IMMANUEL KANT APPUNTI SCUOLA


Immanuel Kant nasce in un piccolo borgo della Prussia orientale: Konigsberg.

Non è una grande città ma nel secolo precedente, il Seicento, una nutrita schiera di protestanti vi hanno edificato scuole di vario ordine e grado e la cittadina vanta una piccola ma efficiente università.

Egli viene al mondo, quarto di nove figli, il 22 aprile del 1724. La sua famiglia era di umili origini: il padre sellaio e la madre casalinga. Quest’ultima era molto religiosa è portava spesso il piccolo Immanuel a spasso nei boschi per mostrargli la potenza e la bellezza della natura nella quale si manifestava la potenza divina.

Questa religiosità della madre è forse all’origine del più grande amore di Kant: la metafisica. Se Freud dovesse intervenire probabilmente direbbe che Kant sublimò l’amore incestuoso per la madre amando la spiritualità che la caratterizzava.

Tuttavia quelle passeggiate nei boschi generarono il secondo grande amore di Kant: il giardinaggio.

Per metafisica egli intendeva quella parte della filosofia che si occupa degli oggetti posti oltre l’esperienza sensibile ed empirica. Tali oggetti sono ad esempio l’anima, il mondo, Dio. Il giardinaggio era l’arte, venuta in gran moda nel Settecento, di addobbare i giardini con diverse specie di fiori e di diverso colore nonché secondo forme geometriche ben specifiche ed aiuole disposte in forma artistica.

Così come oggi si arredano con piante e fiori le terrazze degli attici allo stesso modo nel secolo decimo ottavo si studiavano le forme da dare ai giardini, alla disposizione ed al tipo di fiori, all’arredamento e via di seguito. Nel giardinaggio la spontaneità della natura viene modificata ed ordinata dalle forma e dai contenuti che sono dati dal pensiero umano. La casualità naturale e meccanica della natura viene ordinata e dunque finalizzata dalle forme del pensiero umano. Forse proprio per questo a Kant piaceva il giardinaggio!

All’età di otto anni, nel 1732, Kant fu iscritto al Collegium Fridericianum fondato nel Seicento da Protestanti appartenenti alla corrente del Pietismo. Nel 1740 si iscrive all’università di Konigsberg nella facoltà di filosofia.

Nel suo corso di laurea segue la maggiore parte di insegnamenti possibili: soprattutto si occupa della “filosofia naturale” di Newton e si laurea con una tesi sul problema della misurazione dell’energia cinetica.

Dal 1747 al 1754, per procurarsi da vivere, svolge l’attività di precettore privato presso alcune famiglie nobili della sua città.

Nel 1755 pubblica la sua prima opera con la quale ottiene il titolo di magister: Storia universale della natura e teoria dei cieli.

Ottiene successivamente la libera docenza e l’incarico all’università di Konigsberg.

Dal 1755 al 1770 studiò intensamente Leibniz, Wolff, Newton, Hume, Keplero e Rousseau e tutto quanto riguardasse le scoperte di fisica di quel periodo.

Finalmente nel 1770 diviene professore ordinario di logica e metafisica nella stessa università e per ben undici anni non pubblica più nulla! Poi stende “quasi al volo” e pubblica nel 1781 La critica della ragion pura. Nel 1783 pubblica “I prolegomeni ad ogni futura metafisica che voglia presentarsi come scienza”. Nel 1785 la Fondazione della metafisica dei costumi e nel 1788, tre anni dopo La fondazione della metafisica dei costumi, usciva la seconda delle opere fondamentali di Kant: La critica della ragion pratica. Da sottolineare che nel 1787 era stata ripubblicata la seconda edizione della Critica della ragion pura, profondamente modificata e riveduta.

In effetti i Prolegomeni erano una semplificazione della prima edizione della Critica della ragion pura che era stata accolta freddamente dalla comunità dei filosofi sia per la novità di impostazione dell’opera sia perché scritta in modo talvolta tortuoso e poco chiaro. Tanto che, come già ricordato, nel 1787 Kant ripubblica in una seconda edizione la prima critica con delle modificazioni sostanziali e con una lunga introduzione nella quale esplicita il nuovo carattere della sua filosofia come critica e come trascendentale.

Nel 1790 veniva alla luce la terza fondamentale opera di Kant , La critica del giudizio, che concludeva in modo perfettamente coerente il sistema kantiano.

Il nostro morì a Konigsberg nel 1804 e purtroppo gli ultimi anni della sua vita furono particolarmente dolorosi e tristi perché gli vennero a mancare lentamente tutte le facoltà intellettuali compresa la parola.

A Konigsberg sulla sua tomba stanno incise come epigrafi le parole con cui termina la Critica della ragion pratica: “……………il cielo stellato sopra di me e la legge morale in me” .

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