ELIO VITTORINI RIASSUNTO

ELIO VITTORINI RIASSUNTO

ELIO VITTORINI RIASSUNTO


PREFAZIONE

Elio Vittorini nacque a Siracusa nel 1908 da padre di origine bolognese e madre siracusana[1]. Insieme al fratello Giacomo e durante gli anni dell’infanzia seguì il padre ferroviere nei suoi spostamenti di lavoro per la Sicilia. Infatti la sorella nacque a Scicli. Ella diceva: “Qui sono le nostre radici e qui voglio chiudere gli occhi per sempre, nello stesso posto dove li aprii”. Infatti finì la sua vita a Donnalucata. Dopo la scuola di base, Elio frequentò la scuola di ragioneria senza interesse, finché, dopo essere fuggito di casa quattro volte, nel 1924 abbandonò definitivamente la Sicilia.


Elio Vittorini nacque a Siracusa nel 1908. Trascorse l’infanzia in vari luoghi della
Sicilia, al seguito del padre, ferroviere, e compì studi tecnici, ma fu attratto dalla
letteratura. Lasciata giovanissimo la Sicilia, si trasferì in Venezia Giulia, dove svolse
diversi lavori. In quegli anni pubblicò su diverse riviste articoli di politica e di critica
e i primi testi narrativi. Stabilitosi a Firenze nel 1930, diventò redattore di “Solaria”,
collaborò al “Bargello” e a “Campo di Marte”, frequentò, con Romano Bilenchi e Vasco
Pratolini, gli ambienti del fascismo “di sinistra”, una frangia critica nei confronti
del fascismo ufficiale, cui si rimproverava l’abbandono delle sue radici antiborghesi,
popolari e rivoluzionarie. Allo scoppio della guerra civile spagnola, nel 1936, deluso
per il sostegno di Mussolini alle forze reazionarie di Francisco Franco, Vittorini si
schierò dalla parte dei repubblicani e maturò il distacco dal fascismo, avvicinandosi
alle forze di opposizione e ai gruppi comunisti clandestini.
Nel 1938 si trasferì a Milano, dove incominciò a lavorare per Bompiani e per altri
editori, alternando all’attività di narratore (Conversazione in Sicilia) quella di traduttore
(aveva studiato l’inglese da autodidatta) di autori inglesi e americani (William
Shakespeare, John Steinbeck, William Faulkner, Edgar Allan Poe). Con Cesare Pavese
curò l’antologia Americana, pubblicata da Bompiani nel 1941.
Durante la guerra svolse attività clandestina per il partito comunista. Arrestato dopo il
25 luglio 1943, rimase in carcere fino all’armistizio dell’8 settembre di quello stesso anno, quindi partecipò alla Resistenza e collaborò alla stampa clandestina. Dopo la Liberazione scrisse romanzi di impronta neorealista, diresse l’edizione milanese del quotidiano comunista
“L’Unità”, fondò per l’editore Einaudi “Il Politecnico” (1945), una rivista eclettica,
aperta alle più varie esperienze della cultura nazionale e internazionale. Ma proprio questa apertura della rivista a tutte le forme di letteratura, compreso il filone irrazionalistico, fu all’origine dello scontro tra Vittorini, che non intendeva subordinare la letteratura alle esigenze della politica, e i dirigenti comunisti. Scontro che provocò la chiusura dellapubblicazione, nel dicembre del 1947, e l’uscita dello scrittore dal Partito comunista.
Negli anni Cinquanta, Vittorini diresse per Einaudi la Collana “I Gettoni”, che farà
conoscere nuovi narratori (tra cui Beppe Fenoglio, Mario Tobino, Ottiero Ottieri), e
fondò e diresse insieme a Italo Calvino la rivista “Il Menabò” (1959), dalle cui pagine
prese avvio il dibattito sullo sperimentalismo degli anni Sessanta.
Negli ultimi anni (morì a Milano nel 1966) continuò la sua attività editoriale (curando
nuove collane per Einaudi e per Mondadori), e di animatore culturale.

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