DOCUMENTARIO SUL FESTIVAL DI WOODSTOCK

DOCUMENTARIO SUL FESTIVAL DI WOODSTOCK

Quarantaquattro anni fa cominciava a Bethel, nello stato di New York, la celebrazione musicale del movimento hippie.   Sono passati quarantaquattro anni dalla giornata che sancì l’inizio di uno dei festival più leggendari della musica rock, se non il più famoso, conosciuto anche da chi con la musica rock non ha un bel rapporto quotidiano: il Festival di Woodstock, o più semplicemente Woodstock, si svolse per tre giorni dal 15 al 17 Agosto 1969 (in realtà finì la mattina del 18) nella piccola cittadina di Bethel, nello stato di New York. 3 Days Of Peace & Music era il lancio pubblicitario dell’evento musicale che avrebbe dovuto celebrare al suo meglio la cultura hippie, già in fase calante fino a questo ultimo scoppio di creatività e passione dopo la consacrazione del Monterey Pop Festival e della Summer Of Love a San Francisco. Erano attese circa 50 mila persone al massimo nell’area del festival, che gli organizzatori avevano affittato da Elliot Tiber e dall’allevatore Max Yasgur.   Non ci si sarebbe mai potuto aspettare l’afflusso che arrivò a saturare tutte le strade intorno a Bethel, ingorgando di traffico l’intera contea e persino lo Stato di New York. 50 mila? La conta non ufficiale arrivò a stimare quasi cinquecentomila partecipanti, dieci volte tanto, con picchi di affluenza di quasi un milione di persone. L’area del concerto era insufficiente per la quantità di gente che si riversò a Bethel, con servizi igienici e sanitari quasi inutili di fronte alla massiccia presenza di ragazzi accorsi: ma fu organizzata e autogestita l’intera macchina produttiva, dando vita ad una cooperazione che stupisce ancora oggi per la correttezza del modello hippie. L’evento di Woodstock continua ad alimentare la leggenda intorno a sé grazie allo straordinario cartellone che animò la tre giorni di musica e amore: dall’apertura con Richie Havens, il cantautore folk afroamericano morto nell’Aprile scorso, che fu chiamato all’ultimo momento a riempire il vuoto e tamponare il ritardo dei musicisti prima di lui che erano rimasti bloccati nel traffico, fino alla strepitosa chiusura finale del lunedì mattina con il concerto più lungo e più incendiario di Jimi Hendrix, i gruppi e i musicisti che vi parteciparono erano tra i più famosi e sperimentali dell’epoca come Jefferson Airplane, The Who, Janis Joplin, Grateful Dead, Santana, Creedence Clearwater Revival, Joan Baez, Ravi Shankar, Joe Cocker, The Band, Ten Years After e Crosby, Stills, Nash & Young. C’è da impallidire solo a leggerli… qui sotto vedete la foto della scaletta originale, conservata al museo di Woodstock.   La fama del festival di Woodstock non si è certo spenta e tanto continua a parlarsene, specialmente dopo che sono stati tratti due film e numerosi documentari, per il cinema e per la tv, contenenti spezzoni delle esibizioni avvenute nella tre giorni che decretò l’apice e la fine del movimento hippie.

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