dissesto idrogeologico

dissesto idrogeologico

Quello che è appena successo in Liguria, Toscana, Veneto e Campagnia nelle ultime ore, compite da ondate di maltempo che hanno causato frane e allagamenti, e quello che negli ultimi tempi è accaduto nel resto di Europa, basti pensare alla Gran Bretagna, è solo una piccola parte di quello che potrebbe accadere nel 2050. A lanciare l’allarme sul rischio inondazioni e alluvioni in Europa è oggi uno studio pubblicato su Nature Climate Change, che identifica nel cambiamento climatico e nello sviluppo socioeconomico i due fattori chiavi dell’aumento del pericolo. “In questo studio”, spiega Brenden Jongman dell’Institute for Environmental Studies di Amsterdam, che ha coordinato la ricerca ” abbiamo messo insieme competenze di idrologia, economia, matematica e adattamento al cambiamento climatico, che ci hanno permesso per la prima volta di valutare complessivamente rischio di alluvioni continentali e confrontare le diverse opzioni di adattamento”.

I costi delle inondazioni, come rivelato dallo studio, per il periodo compreso tra il 2000 e il 2012 sono stati pari a quasi 5 miliardi l’anno e potrebbero arrivare fino a 23 miliardi per il 2050. Ma non solo: inondazioni eccezionali, come quelle che si sono abbattute in Europa lo scorso anno, potrebbero diventare molto più frequenti, passando da una media di un evento ogni 16 anni a uno ogni 10 entro il 2050. Le cause? Per due terzi lo sviluppo socioeconomico, e quindi i potenziali rischi derivanti da un aumento delle infrastrutture e costruzioni danneggiabili da inondazioni, e per un terzo il cambiamento climatico, che potrebbe modificare l’andamento delle precipitazioni in europa. Lo studio rivoluziona l’idea diffusa che ogni bacino idrogeografico sia una cosa a sè, come spiegato da Stefan Hochrainer-Stigler dello International Institute for Applied Systems Analysis (Iiasa), tra gli autori del paper: “In realtà infatti, i fiumi che scorrono in tutta Europa sono strettamente correlati, salgono e scendono in risposta a modelli atmosferici su vasta scala che portano piogge e periodi di siccità in grandi regioni “. Così che, continua il ricercatore, se i fiumi stanno inondando l’Europa centrale, è probabile che stiano inondando anche le regioni dell’Europa orientale”. Reinhard Mechler dello Iiasa ha quindi concluso: “C’è spazio per una migliore gestione del rischio di alluvioni attraverso la prevenzione dei pericoli, come l’utilizzo di muri di sponda mobili, i sistemi di finanziamento dei rischi e una maggiore solidarietà tra i paesi. Non c’è una sola soluzione adatta a tutto e le misure di gestione dei rischi sono molto diverse”.

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