COSA SONO OBBLIGAZIONI BANCARIE

 

COSA SONO OBBLIGAZIONI BANCARIE

COSA SONO OBBLIGAZIONI BANCARIE


Le obbligazioni, sia quelle emesse da imprese (corporate bond) sia quelle emesse da Stati (titoli governativi) seguono un identico e semplice principio: sono titoli che rappresentano il debito dell’emittente. Sottoscrivendo una obbligazione all’emissione si concede un prestito al soggetto che la emette per un determinato periodo di tempo, e riceve in cambio degli interessi e la promessa di restituzione del capitale prestato, che avverrà alla fine del periodo concordato.

Il rischio principale di un bond consiste dunque nel fatto che, ad un certo punto, il soggetto a cui il sottoscrittore ha prestato denaro diventi incapace di onorare gli impegni presi. Se si presta denaro ad un’impresa che poi fallisce, ad esempio, si concorrerrà alla riscossione dei propri crediti presso il liquidatore ed in quanto obbligazionisti si potrà sperare di spuntare un rimborso parziale (mentre per gli azionisti ben di rado resta qualcosa).

Questo rischio viene valutato da agenzie che assegnano un punteggio, chiamato rating, alla solvibilità dell’emittente e viene chiamato “rischio di credito“. Questo rischio può essere ridotto sensibilmente con una ampia diversificazione: già al tempo dei Fenici si divideva il carico in decine di navi diverse così che se una fosse affondata sarebbe stato un danno, ma non una sciagura.

Il rischio di credito, però, non è il solo tipo di rischio che un obbligazionista assume.

Le obbligazioni, infatti, sono titoli con una scadenza, ma durante la loro vita possono cambiare proprietario: è possibile venderli e comprarli, e l’incontro tra domanda ed offerta -il cosiddetto mercato- assegna così un valore (un prezzo) al titolo.


La crisi dei debiti sovrani dei Paesi Europei ha riportato l’attenzione degli investitori sulle obbligazioni e sul loro differenziale (spread), come su quello tra Btp e Bund, ma cosa sono e come funzionano le obbligazioni.

Le Obbligazioni

Rappresentano uno dei principali strumenti di investimento e sono titoli di debito emessi da società ed enti pubblici che attribuiscono al suo possessore il diritto al rimborso del capitale prestato all’emittente maggiorato dell’interesse su tale somma. Gli elementi essenziali di un’obbligazione sono il suo valore nominale, l’ente emittente, la durata, la presenza o meno della cedola, il loro valore effettivo di mercato, le opzioni aggiuntive che possono essere inserite con warrant e opzioni.

I rischi

Come ogni strumento finanziario le obbligazioni non sono esenti da rischi. Il rischio emittente è la probabilità che l’ente debitore non sia in grado di restituire il capitale o gli interessi pattuiti. L’inadempimento di un’obbligazione può essere assoluto, qualora il debitore non corrisponda il dovuto al titolare, o moratorio, quando vi è un ritardo nei pagamenti. Un secondo fattore di rischio è dato dalla variabilità dei tassi di interesse ufficiali che, soprattutto nel lungo periodo, può influenzare in positivo o in negativo la quotazione di un’obbligazione e, quindi, il suo rendimento in caso di vendita anticipata rispetto alla scadenza e nel caso delle obbligazioni a tasso variabile. Vi è infine una terza condizione che può costituire un rischio, ma solo per i titolari di obbligazioni in valuta estera: le oscillazioni del tasso di cambio, infatti, possono far diminuire (o aumentare, nel migliore dei casi) tanto il valore dell’obbligazione, quanto il suo rendimento reale.

Titoli di stato Italiani e corporate bond

In Italia, esistono varie categorie di titoli di Stato: i Buoni del Tesoro Poliennali (Btp), obbligazioni a tasso fisso e con durata medio-lunga (da 5 a 30 anni); i Buoni Ordinari del Tesoro (Bot), senza cedola e a breve scadenza (3, 6, 9 o 12 mesi); i Certificati di Credito del Tesoro (Cct), con estensione massima di sette anni e interessi indicizzati all’ultimo Bot semestrale emesso; i Certificati del Tesoro Zero-coupon (Ctz), investimento di breve-medio periodo (da 18 a 24 mesi) senza cedola; e, per finire, Boc, Bop e Bor, Buoni ordinari emessi rispettivamente da comuni, province e regioni. Per corporate bond si intendono tutte quelle obbligazioni emesse da aziende e società private, al fine di raccogliere capitale a scadenza dagli investitori a fronte della corresponsione di un tasso di interesse. I corporate bond sono emessi da società quotate o non quotate, possono corrispondere una cedola periodica o essere zero-coupon e presentano un tasso fisso, variabile, misto o indicizzato. Il rischio emittente in questo caso va valutato con particolare attenzione, alla luce non solo della situazione economica della società che li emette, ma anche in vista dell’evoluzione dello scenario economico globale e settoriale.

Le principali tipologie

La prima distinzione da effettuare è relativa al tasso: si parla di tasso fisso, quando viene fissato al momento della loro emissione e non è destinato a variare nel corso degli anni o obbligazioni a tasso variabile che prevedono un adattamento periodico degli interessi corrisposti, tale da seguire in misura più o meno approssimata l’andamento dei tassi di mercato. Le obbligazioni cum warrant prevedono un’opzione che consente di effettuare un investimento azionario aggiuntivo nel capitale sociale dell’impresa emittente. La clausola, o warrant, è indipendente dal titolo di debito e può essere compravenduta in piena autonomia da quest’ultimo. Un’ulteriore tipologia di obbligazioni a tasso fisso è data dai titoli callable, che includono cioè un’opzione di rimborso anticipato del debito da parte dell’emittente. In questo caso, i tassi sono mediamente più elevati rispetto alle normali obbligazioni, per compensare il titolare dell’eventuale decurtazione della durata del titolo e, quindi, della rendita.

Il rendimento

Il rendimento potenziale di un’obbligazione non è dato semplicemente dal suo tasso d’interesse, ma anche dalla differenza tra prezzo di acquisto e valore di mercato. Se l’obbligazione viene acquistata alla pari (ovvero, se il prezzo d’acquisto è pari al rimborso alla scadenza)e se viene conservata nel portafoglio investimenti per tutta la sua durata, gli interessi corrisposti coincidono con il rendimento complessivo. Nel caso in cui l’investitore decidesse di vendere il titolo prima della sua naturale scadenza, invece, anche il prezzo di vendita sarebbe determinato dalle forze di mercato sulla base dell’andamento dei tassi di interesse nel corso del periodo di riferimento. Come regola generale, un ribasso dei tassi di interesse dovrebbe portare ad un incremento del valore del titolo mentre un rialzo ne favorirebbe un ribasso.

Dove sono quotate

Borsa Italiana gestisce direttamente due mercati sui quali è possibile comprare titoli obbligazionari emessi in precedenza: il MOT (Mercato Telematico delle Obbligazioni e dei Titoli di Stato) e l’extraMOT. Il MOT è il mercato regolamentato in cui sono trattati titoli di Stato italiani ed esteri, le obbligazioni corporate, titoli sovranazionali e gli ABS (Asset Backed Securities, ossia titoli emessi a fronte di operazioni di cartolarizzazione garantite dagli attivi sottostanti). A sua volta, il mercato MOT è suddiviso in due segmenti: il DomesticMOT e l’EuroMOT. Il primo è composto dai titoli liquidati in Italia ed il secondo dai titoli liquidati all’estero. L’extraMOT è il segmento di mercato riservato alle obbligazioni corporate di emittenti sia italiani sia esteri e ai titoli di stato esteri già quotati su altri mercati regolamentati.

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