BRUNELLESCHI FILIPPO OPERE

BRUNELLESCHI FILIPPO OPERE

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(Firenze 1379-1446).

Scultore e architetto. Iniziò la carriera artistica lavorando come orafo; passato poi alla scultura, partecipò col Ghiberti al concorso per le porte del Battistero di Firenze, presentando un bassorilievo di bronzo col Sacrificio di Isacco, oggi al Museo nazionale di Firenze. Recatosi a Roma con Donatello, studiò appassionatamente le vestigia dell’arte classica, studio da cui scaturirono le premesse del Rinascimento di cui fu uno dei maggiori iniziatori.

La sua prima opera d’impronta rinascimentale è La loggia dell’ospedale degli Innocenti a Firenze (iniziata nel 1419), dalle linee eleganti e dalla perfetta euritmia spaziale. Nel 1420, superati vari contrasti, fu accolto il suo modello per la cupola di S. Maria del Fiore. L’opera gigantesca e audace venne ultimata nel 1434 e la lanterna nel 1461, quando il suo autore, cui era costata sforzi e dolori immensi, era morto da anni. Nella chiesa di S. Lorenzo il B. rievocò le forme solenni della basilica romana mentre nella Sagrestia vecchia della stessa chiesa creò una delle più alte espressioni del Rinascimento nell’austera armonia delle linee e nel contrasto di bianchi e grigi dei materiali impiegati.

Capolavoro di fresca eleganza è la Cappella dei Pazzi nel chiostro di S. Croce, perfetta nelle proporzioni e nella sobria decorazione, cui collaborarono con lo stesso B. Donatello e Luca della Robbia. Lo stile organico di B., nel quale l’armonico snodarsi delle linee basta a creare un motivo di ornata grazia, rifugge dagli eccessi decorativi e dall’inserzione di policromie marmoree, e su questo indirizzo è costruita la badia fiesolana. Dal 1432 fino alla morte B. lavorò all’interno della chiesa di S. Spirito, creando un complesso di assoluta purezza stilistica.

Con Francesco della Luna, negli anni giovanili, aveva aggiunto un corpo di fabbrica in forme rinascimentali al Palazzo di Parte Guelfa; nel 1428 aveva iniziato la Rotonda di S. Maria degli Angioli, rimasta incompiuta, aveva costruito la cupoletta emisferica di S. Jacopo sopr’Arno, senza armatura, che gli servì come esperimento per il sistema impiegato poi nell’esecuzione della cupola di S. Maria del Fiore.

Il contributo del B. all’architettura civile fu grandissimo. Verso il 1440 tracciò i piani ed iniziò la costruzione di Palazzo Pitti di austera magnificenza, continuato da Luca Fancelli ed ultimato, con varianti e amplificazioni, dall’Ammannati. Per lo stesso ricco mercante Luca Pitti, rivale dei Medici, iniziò, senza portarla a termine, la grandiosa villa di Rusciano nei dintorni di Firenze. Inoltre gli è attribuito il palazzo Quaratesi dallo splendido cortile.

Gli sono ascritti il secondo chiostro di S. Croce completato dopo la sua morte, il chiostro di S. Lorenzo di nobile e ariosa architettura, e il disegno per il pergamo di S. Maria Novella, ispirato ai motivi della Colonna traiana. Della sua opera di scultore, oltre al già citato bassorilievo, è rimasto il Cristo ligneo (Firenze, Cappella Gondi in S. Maria Novella), scolpito, racconta il Vasari, per insegnare a Donatello il modo di esprimere plasticamente il sacrificio del Redentore.

L’arte meditata e armonica del B. informò tutto il Quattrocento toscano e fu largamente imitata e diffusa dai suoi seguaci ed allievi, fra i quali Michelozzo Michelozzi e il Buggiano, il quale oltre che discepolo fu suo figlio adottivo ed erede.

B. morì nel 1446 e fu sepolto in S. Maria del Fiore, all’ombra della sua cupola ch’era stata salutata dai fiorentini come il simbolo della bellezza antica rinnovata nella luce di Cristo. Un busto modellato dal Buggiano, nella navata destra della chiesa, ne ha tramandato nel tempo le fattezze.

Durante lavori di scavo effettuati nel duomo di Firenze nel 1972 venne alla luce una tomba, che, in base anche a indicazioni del Vasari, è da ritenere come quella di B.

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