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Carico misterioso sull’aereo scomparso Segnalato dagli 007, arrivava dalle Seychelles 22/03/2014 06:08 Aereo disperso, continuano le ricerche

  1. Caccia al carico misterioso stivato sull’aereo scomparso. Un carico che si trascina dietro una lunga scia di sangue e molti misteri. Gli 007 russi del Gru (Glavnoye Razvedyvatel’noye Upravleniye), secondo indiscrezioni rimbalzate su alcuni giornali europei, pare avessero segnalato al Ministero della Sicurezza cinese la presenza di un carico «altamente sospetto» a bordo del Boeing 777 della Malaysia Airlines decollato alle 00.41 dell’8 marzo da Kuala Lumpur e mai arrivato a Pechino. Era stato stivato come «merce» ed era stato sbarcato il 17 febbraio scorso alle Seychelles da un container trasportato dal cargo Maersk Alabama.
  2. Era poi decollato, con un volo della Emirates, verso Kuala Lumpur dopo una sosta a Dubai, negli Emirati Arabi. Le due guardie giurate che sorvegliavano il prezioso carico, Mark DanielKennedy, 43 anni, e Jeffrey Keith Reynolds, 44, sono stati trovati morti in circostanze misteriose il 24 febbraio a bordo della Maersk Alabama. Entrambi lavoravano per Trident Group, società di sicurezza privata con sede in Virginia, fondata da ex Navy Seal’s e ufficiali della Marina statunitense. Gli 007 del Gru in passato hanno indagato su Trident Group per accertare se abbia a volte scortato materiale atomico e biologico.
  3. A seguito della segnalazione russa, la Cina si era preparata a far atterrare «per sicurezza» il volo MH 370 nel piccolo scalo Haikou Meilan, sull’isola di Hainan. Il primo lembo di territorio della Repubblica Popolare che il B777 avrebbe attraversato dopo aver lasciato lo spazio aereo vietnamita. Ma non ci è mai arrivato. Perché prima che l’aereo condotto dal comandante Ahmad Shah Zahrie e dal primo ufficiale Ab Amid Fariq entrasse nei cieli del Vietnam, qualcuno a bordo del jet ha invertito la rotta. Dopo aver spento il trasponder, che ne consente l’identificazione ai controllori di volo, e il sistema Acars, che permette invece alla casa costruttrice di «vedere» lo status di funzionamento dei motori e di individuarne la posizione.
  4. «Un’inversione di rotta voluta», ha spiegato il Ministro dei Trasporti malese Hussein Hishammuddin.
  5. Per spegnere il trasponder c’è una leva da tirare e girare e, se non l’hanno fatto i piloti, potrebbe essere stato un eventuale dirottatore. Il cambiamento di percorso mediante riprogrammazione del computer di bordo, secondo esperti, è un’operazione che poteva essere fatta anche «da terra» collegandosi al sistema wired del Boeing. Roba da specialisti, comunque, che sta portando gli investigatori ad indagare sull’ipotesi di dirottamento, senza trascurare però quelle di incidente e di suicidio dei piloti. Tanto più, s’è saputo ieri, che mentre era nel cockpit in attesa che s’imbarcassero i 227 passeggeri, il comandante Zahrie avrebbe ricevuto una «strana» telefonata.
  6. La polizia sta cercando ora di rintracciare il numero telefonico da cui è partita. Altro elemento accertato è che dopo il cambio di rotta l’aereo ha viaggiato per cinque ore con il pilota automatico, volando basso per nascondersi ai radar. Ma alle 8.11 è stato «pizzicato» dal satellite Inmarsat sull’Oceano Indiano, lungo un’aerovia che potrebbe averlo condotto verso le Maldive e la base Usa di Diego Garcia, nelle isole Chagos. Il 16 marzo a metà strada tra le Chagos e l’Australia sono stati ritrovati resti di un aereo galleggianti. Pare non fossero del B777.
  7. La tempesta in corso ha impedito di recuperarli. Poi sembra siano scomparsi tra i flutti. Il ministro dei Trasporti australiano Warren Truss ha annunciato che «si stanno cercando nuove e più definite immagini satellitari dei rottami individuati» e la Cina ha inviato tre rompighiaccio per allargare le ricerche verso l’Antartico. «Continueranno fino all’8 aprile perché la
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  8. scatola nera trasmetterà il segnale di Sos per 30 giorni», ha fatto sapere la Malesia.

    http://lasuposta.altervista.org/

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